Nel 2024, la distilleria Arran rilasciò un curioso imbottigliamento: si chiamava “Orkney bere barley” ed era un 10 anni realizzato solo con orzo delle isole Orcadi. Nulla di particolarmente originale, se non fosse che Arran è un’isola posta sulla costa occidentale della Scozia, nel mare d’Irlanda, mentre le Orcadi sono a nord. Insomma, è come dire una pizza napoletana fatta solo con grano del Veneto. Boh.
Ecco perché salutiamo con piacere una riedizione (anche cromatica, con tanto di etichetta verde) di quella release: il 10 anni Arran barley, infatti, viene prodotto utilizzando solo orzo coltivato sull’isola. Il che, detto tra noi, ha molto più senso. Il cereale (varietà Opic) proviene dalla Bellevue Farm, nella Shiskine Valley, l’azienda della famiglia Currie con cui la distilleria collabora fin dal 2015. Abbiamo sproloquiato abbastanza, chiudiamo segnalando che l’invecchiamento avviene in barili ex bourbon di primo riempimento e in hogshead ex sherry second fill. Il colore è vino bianco chiaro, pallido.

N: si apre freschissimo, nudo e crudo: amido, aria di mare e pasta di pane ancora cruda. C’è il cereale davanti a tutti, un muesli (non è abbastanza cremoso da arrivare alla nota di porridge) bello pimpante che fa da portabandiera davanti a una schiera di aromi da spirito giovane, ma ben fatto. Banana verde, sorbetto al limone, cocco essiccato. Anche qualcosa che ricorda gli anelli di mela renetta essiccati, di cui siamo ghiotti consumatori quando andiamo a svernare nelle nostre baite valdostane. Ovvia vaniglietta, meno ovvio tocco erbaceo e di anice. Pulito, preciso, fresco. What else?
P: di nuovo dolce e di nuovo asciutto, nonostante le botti first fill bourbon la cremosità non fa parte delle frecce aromatiche nella faretra di questo whisky. C’è del pandoro, ma senza burro. Piuttosto, con zenzero in polvere e pepe bianco. Zucchero a velo, caramella Rossana, un che di mandorla amara. Meno iridescente e vivido rispetto al naso, tutto sommato abbastanza semplice. C’è della liquirizia ripiena, qualcosa di frutta gialla candita non particolarmente evoluta. Biscotti secchi.
F: media lunghezza, con un sapore di orzo e un guizzo salato e di nuovo pepe bianco. Il legno pizzica.
Uno di quei whisky pensati per esaltare le caratteristiche dell’orzo e del terroir, e in questo senso la missione è compiuta. Nudo e crudo, meglio al naso e relativamente semplice al palato, una bevuta estiva interessante, che ci ricorda come Arran sia sempre una distilleria di grande pulizia stilistica: 84/100.
Sottofondo musicale consigliato: Talking Heads – Totally nude
