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botti da orbi: sETTIMANA COGNAC, GIORNO 2

Continuiamo la nostra scorribanda nel distillato francese di vino con gli assaggi proposti da Claudio Riva al Master organizzato da Whisky Club Italia. Niente quisquilie che qui c’è da bere, parbleu!

COMTE JOSEPH, VS, 40%
Blend, Fine champagne (quindi sia Grande sia Petite). C: paglierino carico. N: mmm, subito versato sembra molto giovane, con mandorla verde, pera sciroppata, poi si evolve sul dolce e il citrico, con il babà al rum. Una bella presenza balsamica, miele di pino. Resta quella sensazione un po’ troppo eterea all’ingresso. P: vena acidula, mela verde croccante, quasi aceto di mele, con un calore alcolico importante per essere a 40%. Spunta un filo di solvente, non proprio educato. Poi un po’ di arancia finta, quasi sapone all’arancia? F: asciutto, breve, caldino e speziatino, cade brevemente. Caffè d’orzo (o di cicoria, dice Claudio, ma noi al massimo conosciamo la cicuta, ed è un po’ presto per iniziare).
Non ci fa esattamente volare questo conte. Sembra acerbo, poco aggraziato: 77/100

FRANCOIS PEYROT, Grande fine champagne, XO, 40%
Grande champagne, 25 anni di invecchiamento. C: ambra scura. N: ricco e accogliente, fiori secchi, potpourri, legno di sandalo. Orchidee. Spezie, mela cotta con la cannella, sia di colore che di profilo più scuro, note di tostatura (caffè), pan pepato. Evoluzione continua, una buona tensione. Prugne secche e fichi secchi. P: ricco e complesso, quasi un’antica nobiltà un po’ decadente, con palo santo (quei legnetti che si accendono per profumare l’aria), rancio, arancia scura, nocciole tostate con la buccia, polvere di cacao. Fa salivare, la parte acidula è ben viva ancora, insieme a un che di polveroso. Anche caffè. F: secco, austero, non godereccio ma certamente severo, con legni nobili, lucido per legno, speziette. Bucce di agrumi.
Un profilo che in questo master non avevamo ancora assaggiato, quello di un cognac “secco”, o comunque severo. Qui la nostra giuria si spacca, qualcuno apprezza moderatamente, qualcuno va in sollucchero: 87/100 di media.

COMTE JOSEPH, VSOP, 40%
Blend, Fine champagne come sopra, ma più invecchiato. C: oro antico. N: più regolare del VS, più costruito e maturo: albicocca, tabacco golden virginia, una punta ossidatina, mandarino. L’uvetta cilena (quella grande, dorata) e un che di ananas, anche. Curioso e “giallo”. P: vellutato, dolce e fruttato, forse un po’ timido: ancora albicocche, poi susine. Pasticceria al burro coi canditi. Emerge nel tempo una bella vena minerale, gessosa. E qualcosa di vagamente fumè, tipo incenso. F: non lunghissimo, originale, pasta di mandorle siciliana e ancora un accenno di mineralità e grafite che rimane. E lega un po’.
Uno dei più eterodossi, soprattutto con quelle note di gesso che accarezzano il palato. A noi piace molto, premiamo la curiosità, ma non è per tutti. 86/100

COURVOISIER, VS, 40%
Blend con distillato dal Fins bois, dalla Petite Champagne e anche un po’ di Bons bois. C: ambrato con riflessi ramati. N: datteri, spezie, una vocazione Mediorentale che richiama anche le gelatine di melograno, gli sciroppi. Dolciastro, appiccicato. Non ci leviamo dalla mente i datteri e i fichi ripieni di mandorle. Cinnamon roll. P: debole l’attacco, un prodotto certamente più “truccato”: vino cotto, cannella, caramello, fichi. Poi ecco il legno, che porta note amarognole un po’ dal nulla. Qualcosa non torna, il tessuto del palato è un po’ sfilacciato e staffilate d’alcol si fanno sentire. F: non male, la parte migliore, dolce e aranciato. Ricorda il Cointreau, o l’angostura.
Si coglie l’anima commerciale, che si manifesta in una certa “inoffensività” del palato. Non dispiace, più che piacere. 79/100

COMTE JOSEPH, Fine champagne, XO, 40%
50% petite e 50% grande Champagne. C: oro carico. N: un crescendo al naso molto piacevole, che parte dalla dolcezza floreale (potpurri) e arriva fino alla ceralacca, passando per le pastiglie Leone limone e salvia, il balsamico qui diventa più ricco, meno intenso, resina leggera o caramelle Ricola chiare. P: dolce, elegante, delizioso: miele, pesche, pan di spagna con la sua bagna, poi ancora fiori. Oleoso e denso al palato, un’ottima persistenza per avere 40 gradi. Nocciole al miele, caramelle Ambrosoli. F: certamente la parte più debole, c’è dell’arancia candita e un po’ di spezie del legno.
Graziosissimo, come un ninnolo appoggiato lì. Manca un po’ di nervo e di lunghezza, ma per il resto è una gran bella bevuta. 85/100

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