Prima di andare ad annegarsi nei dram al Whisky Live Paris, due di noi hanno avuto la fortuna di venire invitati alla degustazione dell’anno a Genova, a Velier in Banchi. Ovvero il tasting degli otto single cask imbottigliati da La Maison du Whisky per la serie Artist, che da quindici anni unisce distillati da strapparsi i capelli (o la barba…) e opere d’arte visuale.
Ora, già normalmente bere Artist è una gioia, per il palato e pure per gli occhi, ma quest’anno è anche un piacere intellettuale. Perché per i 25 anni di collaborazione, Nikka ha acconsentito a cedere i suoi barili di Miyagikyo e Yoichi, gli impianti di produzione di single malt. Cosa che aveva fatto per l’ultima volta 11 anni fa, quando a Milano c’erano l’Expo, Keisuke Honda e Lukas Podolski, tanto per dire.
A illustrare le otto bottiglie è stato chiamato il fotografo Yoshiki Hase, che crea delle curiose forme geometriche con strutture di legno e fili e un’esposizione dell’obiettivo prolungata. Ognuno ha le sue perversioni, a noi per esempio piacciono il Ledaig e i pile con le renne di Jacopo, figuriamoci.
Ad ogni modo, siccome sono botti singole pazzesche, ogni imbottigliamento si merita una recensione singola. Più o meno pazzesca, non sta a noi dirlo. Iniziamo da un Miyagikyo “over 10 years old”, il recharred puncheon #11621 distillato nel 2015 e tirato in 507 bottiglie. Il colore è oro antico.

N: ucci ucci, sentiamo aria di cantucci. Ma soprattutto di tropicalità, nota a cui siamo parecchio sensibili. Si apre ricco e dolce, eppure fresco, con albicocche secche e propoli, e una screziatura ossidata. Pian piano esplode l’ananas, si fa strada il miele d’acacia. C’è anche una dimensione agrumata (c’è chi dice mandarino, chi pompelmo rosa, chi scorzette d’arancia dragée). E soprattutto c’è un’aria balsamica e boschiva, tra la salvia e il pino, tendente addirittura al floreale. Palo santo, a testimoniare un fumino delizioso.
P: beh, se l’inizio è così, figuriamoci il resto… L’attacco è concentrato, densissimo, eppure agile e beverino. C’è di nuovo questa fusione di malto, miele e albicocca, di nuovo cioccolato al latte e propoli, di nuovo quell’elegante senso vegetale. Un sorso esaltante, masticabile, in cui crescono le spezie (noce moscata, chiodi di garofano, vaniglia) e la frutta secca (nocciole). Alcol perfettamente integrato, torba in crescita e dolcezza rotonda.
F: medio lungo e pulito, con una marmellata tropicale e floreale impreziosita da quel fumino verde di cui sopra. Agrumi lontani.
Spettacolare, un dram che dimostra ben più della sua età e che riesce a tenere insieme complessità, facilità di beva e freschezza. Aromatico, gentile, eppure profondo, è uno di quei whisky che ti lascia sinceramente soddisfatto. Due piccole note sul tocco di fumo e la dolcezza: il primo è dovuto a una piccola percentuale di malto torbato, mentre la seconda a nostro avviso è dovuta al barile recharred che rilascia sentori di miele e caramello. Il che non cambia il voto, che è un convintissimo 91/100. Sì, è tanto. Sì, è solo un 10 anni. Ma è buonissimo, fidatevi.
Sottofondo musicale consigliato: Cornelius – Star fruits surf rider
