Interno notte di uno studio notarile stimato. Nel silenzio della Milano industriosa che finalmente si prende una pausa di riposo, due professionisti si versano due bicchieri. La primavera è tiepida, le Olimpiadi hanno lasciato un gradevole retrogusto di Erasmus globale e di overdose da curling. Il clima ideale per bere e recensire due Springbank, che come tutti sanno è il whisky preferito dai campioni olimpici di short track. Ah non lo sapevate? Problemi vostri, ora lo sapete e potete vantarvene anche al bar. Ringraziateci poi con calma.

Springbank 8 yo (2017/2025, OB Society bottling, 54.7%)
Invecchiamento in fresh fill Madeira cask. C: rame chiaro. N: il primo naso è inquietante, tra buccia di pera e trementina, con un destabilizzante intermezzo in un mobilificio. Ci sono zolfo e solforosa, che insomma… Dopo un discreto tempo comincia a farsi strada qualcosa di più compiutamente Campbeltownesco, ovvero il mare. Insieme a té infuso e legna appena spaccata. Frizzante e iodato, con quasi zero frutta. Diluito, compare la torba e quel tocco salmastro si fa più netto. P: un altro whisky: ora è super aromatico e dolce, con zucchero di canna che vira al succo d’agave. La gradazione è perfetta, un filo meno la parte vinosa che alza troppo la cresta. Resta teso è mai stucchevole, con un che di affumicato nel retro nasale. F: ancora dolcemente fumé, con una salicornia salata molto Springbank e parecchio pepe e zenzero.
Il naso iniziale è duro da definire godibile, poi si sistema un attimo e soprattutto al palato si fa interessante. Bene il dna costiero che emerge, ma non siamo fan sfegatati: 85/100.

Sprinbank Vintage 1998 (1998/2025, OB, 48.3%)
1500 bottiglie e 26 anni di invecchiamento. C: ambra. N: vecchiaia agiata, divani di pelle ereditati, cantine in cui riposano bottiglie degli anni ‘70 sepolte da polvere e umidità. Insomma, sa di tempo e vecchio stile. Oleoso fin dal naso, con noci e una punta di rancio e anche olive al forno. La frutta è processata, albicocche secche e fichi secchi. P: entusiasmante fin da subito, un mix di miele, sapidità e sali minerali che fanno tanto bene al nostro organismo. Anche qui ripetiamo il senso di oleosità, le noci. E aggiungiamo i datteri ricoperti di cioccolato e l’uvetta cilena. Lo sherry si fa sentire chiaramente, di nuovo cioccolato e arachidi salate e un guizzo floreale. F: radici di liquirizia in un mix dolce/amaro, olio d’oliva e sale.
Questo è un 91/100, signore, signori e signor*. Non il più complesso Springbank del mondo, ma la sensazione di estasi al palato vale tutto questo voto. Anche il naso, seppur evidentemente over 25, mantiene una grazia e un’eleganza non comuni. Noblesse.
Sottofondo musicale consigliato: Stone Temple Pilots – Sex type thing
