Arran è una distilleria che, col tempo, si è costruita la fama di “new classic”, e noi che l’abbiamo vista crescere e maturare (perché ormai siamo diventati vecchi pure noi) non possiamo che esserne felici. L’abbiamo visitata diverse volte e ancora ricordiamo con affetto e quasi commozione il giro in warehouse fatto con lo storico distillery manager James McTaggart, ormai in pensione, che si aggirava a caccia di barili con l’entusiasmo di un bambino. Il 10 anni è tuttora il vero biglietto da visita della distilleria, l’espressione più sincera, che oggi torniamo ad assaggiare dopo qualche anno.

N: fresco e luminoso, subito agrumi (limone, arancia) e mela verde, con una vena di miele e vaniglia. Pastafrolla, i nostri amati pasticcini alla frutta: un senso generale di pasticceria del sud Italia. Dopo un po’ arrivano note di erba falciata e mandorla: pulito, non incredibilmente complesso, ma davvero molto elegante e invitante.
P: la gradazione a 46% lo rende bello vivace. Ritornano gli agrumi, ora più maturi (arancia candita), con malto dolce, biscotto al burro, un tocco di spezie leggere (cannella, zenzero) e un filo di nocciola. Non è complicato, ma ha ritmo (ritmo? sì, oggi ci piace così) e struttura.
F: medio-lungo, maltato e agrumato, con una scia delicata di erbe aromatiche e, ci pare, un accenno salino.
Un piacevole ritorno nel nostro bicchiere: Arran 10 è un whisky diretto e onesto, che non ha bisogno di fronzoli. Moderno nella pulizia, classico nella sostanza, con un giusto mix di cereali, biscotti e punte agrumate e un generale feeling old-school. Il primo passo perfetto nel mondo di Arran, ma capace di convincere anche chi ha già il palato più allenato. 85/100 e avanti così.
Sottofondo musicale consigliato: Adriano Celentano – Amore no
