Siamo ancora in Nuova Zelanda, perché ci siamo trovati bene. Spiagge da surf, kiwi buoni, insomma meglio di Gabicce mare. E quindi mentre siamo qui (ahinoi solo idealmente) ne approfittiamo per assaggiare l’altro imbottigliamento del core range di Scapegrace. Dopo ‘Vanguard’ ora tocca ad ‘Anthem’, ovvero “inno”. I barili in cui matura sono gli stessi (virgin french oak), ma cambia l’orzo alla base, che qui è il Manuka smoked Laureate, cioè orzo Laureate affumicato con legno di Manuka. E qui, cari voi, vi beccate lo spiegone. La pianta di Manuka è un arbusto il cui nome scientifico è vagamente pornografico (Leptospermum Scoparium), e che in inglese si chiama “tea tree”, albero del tè. Té con cui ovviamente non c’entra nulla. Il Manuka era utilizzato dai Maori per le loro armi e le loro imbarcazioni, ma è usato soprattutto perché i fiori sono adorati dalle api, che poi producono l’omonimo miele. Fine del momento “Quark”.
Va beh, è un single malt, NAS, non filtrato e non colorato. Il colore è un’ambrato chiaro, più chiaro del “Vanguard”.

N: molto differente dal suo alter ego, molto più aromatico e “leggero”, anche se un filo pungente. Il legno c’è, ma è gentile, un sandalo, un incenso. Ecco, l’incenso regna sovrano, c’è questo fumino dolce e profumato, che si porta con sé suggestioni di lemongrass, cedro ed erba tagliata. Freschezze da sorbetto e dove trovarle. Il fumo è praticamente impercettibile. Miele, invece. E fiori bianchi sparsi, più secchi che freschi. Ecco, questa parte aromatica ben intrecciata dalle spezie del barile è la parte più intrigante. Ma fermi tutti: c’è anche dell’orzata, con del miele. Sorpresa.
P: anche qui rimaniamo più in superficie, non ci addentriamo fra cortecce, mensole e radici. Il legno, intendiamoci, è ben presente anche qui, che la quercia vergine non è che si possa tanto nascondere. Però qui risulta più frizzantino, accompagnato da zenzero, limonata dolce, ginger ale. Un “Wellington mule”, diremmo, se non sembrasse una colossale scemenza. Eppure è pimpante e agrumato, si apre dolce e godibile (miele, pere sciroppate). Le spezie del legno (pepe bianco, zenzero) ci sono ma non appesantiscono il sorso. Il fumo è veramente lontano, un senso di limone bruciacchiato e matita temperata. Mandorla.
F: piacevolmente amarognolo, tra pompelmo giallo, assenzio e sauna. Di legno ovviamente. Lunghetto e fumé. Un miele salatino rallegra il finale.
Innanzitutto un plauso alla diversità, nel senso che i due imbottigliamenti sono ben differenti fra loro, il che rende il gioco ancor più interessante. Se ‘Vanguard’ era un inno al legno, ‘Anthem’ è decisamente più delicato, grazioso, forse meno possente ma senz’altro più fine. E il fatto che si utilizzi orzo affumicato lo rende anche più lungo nel finale. Come sempre è questione di gusti, per noi è ancora un filo troppo centrato sul legno, ma lo preferiamo per complessità e freschezza. Ricordando che non parliamo di Scotch e dunque insomma i voti sono come le medaglie, non si contano ma si pesano, diamo un 86/100: stesso risultato di una delle vecchie limited releases, ma forse qui siamo un filo sopra. Sarebbe 86 e mezzo ma se iniziamo pure coi mezzi poi tempo qualche mese e finiamo a usare i decimali e allora fermiamoci qui.
Sottofondo musicale consigliato: Fontaines D.C. – Liberty Belle
