La nuova avventura degli amici Marco e Federico, i due sognatori che si sono inventati Dream Whisky, è di quelle che – come direbbe il Cumenda – “ci esaltano”. Dopo i primi imbottigliamenti di Scotch, i “creative blend” di whiskey americano e perfino un paio di distillati di frutta, ultimamente si sono concentrati sugli Irish. Prima con tre single cask, poi con il continuativo Matthew e infine con la Cuisine Collection, in cui tre chef hanno selezionato tre barili che in qualche modo richiamassero i capisaldi della loro cucina. Il primo è appunto questo “Brace”, scelto con Jacopo Ticchi della Trattoria da Lucio di Rimini: single malt irlandese torbato e sottoposto a tripla distillazione, che è invecchiato in un barile ex bourbon e poi è stato affinato in una botte ex rum australiano. Come forse i più attenti potranno cogliere, la specialità della casa sono le grigliate… Il colore è ambrato chiaro.

N: un caminetto acceso in una drogheria orientale. C’è il fumo vegetale dei rami verdi appena bruciati, ma anche delle caldarroste, unito a profumi di anice stellata, paprika affumicata e soprattutto cumino. Cumino nel camino. Scusate, non ci siamo trattenuti… C’è qualcosa di sporchino, tra il metallico e l’organico, che ci intriga: foglie bagnate rimaste lì, toma affinata nelle foglie di castagno. Ananas grigliato avvolto nel bacon, e quel rum curioso di Plantation che ha dentro appunto l’ananas. La frutta c’è, è succosa e grigliata insieme. Pesca gialla. Col tempo emerge ancora legno verde.
P: che carattere. Giovane giovane, piuttosto incazzato, con una bella torbatura bruciata (non diremo che ricorda le braci del falò, davvero, ci sembra troppo per un whisky che si chiama Brace). Qui a dominare è la dolcezza, con caramello e sciroppo d’acero e il rum, ora davvero evidente. Pizzicorino alcolico, zenzero. C’è ancora la frutta (ananas, ma anche pompelmo rosa), accompagnato da una generosa dose di sale e caffè. Che messi insieme non sono esattamente il top, ma qui ci stanno, perché compensano la dolcezza del rum. Cuneesi, poi caramelle alla mela verde e alla clorofilla. Retrogusto ancora fruttato, con anche noci e chicchi di caffè.
F: lungo, con un fumo dolce e vegetale e di nuovo pompelmo rosa grigliato. E salato.
Ci piace molto, ha un gran carattere, si fa ricordare e sa emozionare. Diverso, con una certa arroganza data dalla gioventù, dalla torbatura decisa e dalla solidità. C’è una dimensione vegetale e verde molto spiccata, così come quella speziata. Ma è il connubio con l’anima tropicale e fruttata del barile che aggiunge complessità. E gli fa guadagnare un bell’87/100. Beverino, non l’apice dell’eleganza ma ad un barbecue ci si aspetta di godere, non di alzare il mignolino con fare snob.
Sottofondo musicale consigliato: Rage against the machine – Sleep now in the fire
