Siamo così orgogliosi del titolo di questa recensione collettiva che quasi la chiudiamo così, consci del fatto che la vostra già flebile stima nei nostri confronti ora è crollata definitivamente sottozero. Ma no, invece sappiamo che vi piacciamo così, vacui e pirla come degli estintori vuoti, e dunque continuiamo.
Qualche eone fa siamo stati ospiti della Dream House, la sede di Dream/Matthew whisky, per un pomeriggio di etilismo edonistico nel nome di Lakes, la distilleria inglese che sorge a pochi km dal confine scozzese. Un’occasione per assaggiare una bella parata delle nuove releases della distilleria, che da poco ha visto arrivare come Whisky Maker Sarah Burgess, ex Macallan, a cui spetta il difficile compito di prendere il posto di Dhavall Gandhi, il geniale scienziato appassionato di legni che ha appena lanciato il suo nuovo marchio Kandoblanc (un progetto che unisce estetica, arte e whisky costosissimi).
Ciancio alle bande, qui sotto una sventagliata di note di degustazione senza soluzione di continuità.

The Lakes Whiskymaker’s edition ‘Kairos’ (2023, OB, 46.6%)
Distillery exclusive invecchiato in un mix di botti di rovere americano ed europeo, sia ex sherry sia ex vino. Secondo le sempre un po’ supercazzolose spiegazioni sulla bottiglia, “Kairos è un momento d’oro scolpito nel tempo, che richiama i profumi di una città greca”. Mmmm, sssssì. C: ambra. N: una merenda a base di babà, té alla pesca e mandarino. C’è poi una dimensione più sherrosa, fatta di uva sultanina, datteri, ciliegia e anche tabacco. Il legno c’è ed è tanto, soprattutto sandalo e incenso. Ciocchi di legna lasciati accanto a un divano di pelle. P: più secco del previsto, e anche più fresco per assurdo. Il corpo è un po’ leggero, le note mai troppo grevi; chinotto, cola, chiodi di garofano, bucce di pesca. La frutta secca è piacevole, mandorla e fichi secchi. Di nuovo tabacco piccante, cacao, Cointreau. Spezie, alcol e legno. F: lungo, speziato, uvetta al rum. Vinosetto e dolce. Pepe rosa.
Piacevole e teso, bello secco, con una frutta che bilancia la parte sherrosa. La parte acida lo mantiene vibrante e teso. Costruito a tavolino, ma sempre un passo prima dello svacco: 86/100.

The Lakes Whiskymaker’s edition ‘Equinox’ (2023, OB, 46.6%)
Invecchiamento in Oloroso e in alcuni barili in cui è stato fatto riposare in precedenza del Calvados. Un seasoning dunque. C: ambra chiara. N: fresco e succoso, con kumquat e mela Pink, croccante e brillante. Pompelmo rosa, mango, melone, qualcosa di floreale. In crescita il mandarino. Evidentemente la frutta era il centro nevralgico di questo whisky. Spezie dolci a chiudere (cannella). Fettine di mela tagliate e bagnate di succo di limone. P: piacevole, più agile rispetto al primo ma anche un po’ più scontato, perché le mele sono anche qui protagoniste. Albicocche secche poi, con scorzette di arancia dragee nel cioccolato al latte. Meno corposo, più farfarello e primaverile. Pepe bianco. F: medio corto, legno quasi fumoso con un tocco metallico e mandorla amara.
Un whisky più agile e frizzante, che necessita di meno concentrazione. Più concentrato sull’hic et nunc, ma senza rinunciare all’eleganza. Peccato il finale non eccezionale: 84/100.

The Lakes Whiskymaker’s edition ‘Resfeber’ (2023, OB, 46.6%)
Mix di botti ex vino rosso e Cream sherry, dolce e inconsueto. C: ambra rossastra. N: non particolarmente espressivo, sembra piuttosto chiuso. Pian piano emergono delle suggestioni di mokaccino, ciliegie, caramello e Ritter sport ai frutti rossi. Uva fragola parecchia, ma anche more e prugne al vino. Un accenno di smalto. Detto questo, rimane molto umido: nocino, Sachertorte e strudel molto bagnati. Cannella e noce moscata. P: pieno ma non corposo. Che significa? Che c’è tanto ma dura pochino. Dolce senza esagerare, rinnova il naso: mousse al cioccolato, gelato di Malaga con sciroppo di amarene, mandarino. Pizzica un po’, ma è piacevole e più zuccherino rispetto al naso. Cappuccino, panettone al mango, fichi. Diventa più avvolgente e cremoso con il tempo. Tabacco dolce e birra Kriek all’amarena. F: avvolgente, gianduia speziato e diavoli a cavallo (prugne avvolte nella pancetta).
Contrario al precedente: parte poco convincente e timido e arriva molto piacevole e piacione. La dolcezza è innegabile ma non è per nulla sfacciata. Godurioso e anche se a noi i dolcioni non piacciono tantissimo, diamo un 87/100.

The Lakes Whiskymaker’s reserve N.7 (2023, OB, 52%)
Botti di Oloroso, PX e vino rosso. C: mogano. N: i frutti rossi e dove trovarli: amarene, ciliegie sotto spirito, l’acidità della marmellata di ribes. Ma non solo, ci sono anche suggestioni più inconsuete come bacche di goji e bacche di corbezzolo. Succo di melograno! Accanto a tutto questo rossore ecco cacao, caffè di quelli acidi e datteri. Un soffio fresco che ricorda la cipria. Un bel naso. P: copia-incolla dal naso: una bomba di frutti rossi tra melograno, ribes e succo di mora. Datteri ancora. Il legno porta con sé parecchio pepe, sia nero sia di Timut, e una astringenza giusta, equilibrata, molto invernale. Il secondo palato è più polveroso e denso, ricorda il bitter al cacao, le carrube. Marmellata di fichi. Masticabile. F: balsamico e sticky: datteri, cioccolato e marmellata di mirtillo. E un lungo senso di vermut rosso.
Densissimo e dolce, ma anche complesso, con suggestioni molto diverse che vanno dall’astringente al balsamico. Un whisky-Negroni che piace parecchio: 88/100.
Sottofondo musicale consigliato: The Killers – Ruby, don’t take your love to town
