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The Ileach ‘cask strength’ (2019, OB, 58%)

ileach-cask-strength

The Ileach (“l’isolano” di Islay in gaelico) è un NAS torbatone imbottigliato e commercializzato a prezzi clamorosamente bassi dalla Vintage malt whisky company. Fondata nel 1992 da Brian Crook, oggi è famosa per avere in portafoglio tra gli altri marchi (i single cask di The Cooper’s choice e il blended GlenAlmond) parecchie etichette di torbati di Islay senza distilleria dichiarata come Finlaggan, Islay Storm e appunto The Ileach. Il liquido proviene da una distilleria che amiamo molto, sta tra Ardbeg e Laphroaig e qualche creativo la pronuncia alla francese, tipo Lupin. Questa è la versione a grado pieno.

N: una petroliera carica carica di idrocarburi imbarazzanti, sentori che vanno dalla nafta al tubo di scappamento, l’intero ciclo del greggio dal produttore al consumatore. Molta sporcizia e una decisa nota organica: haddock affumicato, mezcal e qualcosa di assai pulp, tipo le interiora grigliate (ci viene in mente la andouillette francese). Poi dilaga un’enorme dolcezza di lecca-lecca, caramella sciolta alla banana, o all’arancia, o alla fragola, oppure a qualche estratto chimico non meglio identificato. C’è anche un po’ di mare, tipo iodio e scogli. Ovviamente sporchi di catrame, poveri cormorani.

P: dolcissimo e bruciatissimo ma non levissimo né elegantissimo. In generale è comunque meglio rispetto al naso, lo smog si dirada e si fa torba compiuta e ancora organica, di barbecue. Compare poi un’acidità che fa salivare, tra la salsa agrodolce e l’anatra all’arancia (oggi ci siamo svegliati Masterchef, sentiamo molto il pressure test). Non si nasconde la gioventù, con una nota di canditi – ovviamente bruciati anch’essi – davvero sugli scudi. Sapido.

F: castagne arrostite, ancora dolce con caramello bruciato, fumo acre di copertone in fiamme.

Il naso ci aveva spiazzato come un film di Vanzina senza battute sulla flatulenza. Davvero troppo greve e grezzo quel senso di petrolchimico inquinato. Al palato procede in una cafoneria sparata, dove il catrame è ancora il re e una dolcezza spinta la sua concubina. Per l’eleganza e la finezza, citofonare altrove. Ha dalla sua l’evidente dna isolano e una gradazione importante ma ben integrata. Per quel prezzo ci sta, se non vi mettete in testa di esaminarlo con il sopracciglio alzato e avete l’ambizione di berlo, semplicemente: 79/100. Tra gli altri, lo trovate anche su Whiskyitaly.

Sottofondo musicale consigliato: Slipknot – Psychosocial, ma nella cover con banjo di Leo Moracchioli, un norvegese metallone di raro genio

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