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Glenglassaugh ‘Octaves’ Classic batch #2 (2018, OB, 44%)

Hey, we’ve been there!

Dopo qualche anno di assenza dalle nostre pagine, torniamo a mettere piede a Glenglassaugh, sfortunata distilleria delle Highlands parte del gruppo BenRiach (gruppo di recente passato dalle mani di Billy Walker a quelle di Brown-Forman, colosso americano dell’alcol). Perché sfortunata? Beh, povera, è rimasta chiusa tra il 1986 e il 2008 – cosa che spiega perché il suo core range è diviso tra vecchioni e giovincelli, senza vie di mezzo. E poi diciamocelo francamente, del gruppo BenRiach lei è certo la meno amata dagli appassionati, se vogliamo proprio dirlo così, è un po’ la sfigatina del trio – ed è un peccato, però. Quando noi l’abbiamo visitata, tre anni fa, ci era piaciuto molto il contrasto tra il luogo, particolarmente ameno, e la struttura nuova della distilleria, molto… come dire… cementosa: guardate il profilo del tetto, sembra l’icona della fabbrica che si trova sui cartelli stradali! Ad ogni modo abbiamo tra le mani un sample del secondo batch di Octaves, versione Classic ovvero non torbata: messo in commercio nel 2018, è frutto della turbo-maturazione in barili piccoli (octaves, appunto, da 65 litri) ex-Bourbon ed ex-Sherry, sia Pedro Ximenez che Amontillado, ed è uno dei primi imbottigliamenti che indossano il cappello di Rachel Barrie. Ci aspettiamo un legno assai attivo, n’est-ce pas?

N: molto accattivante, fresco e fragrante. Ha una vivacità aromatica quasi da bibita, fra aranciata e EstaThè al limone. C’è anche un che di pasticceria maltosa, con croissant all’albicocca e pan brioche caldo. Lo sherry non si nasconde, lasciando una scia vinosa ma mai pesante o stucchevole. Mirtilli rossi disidratati!, è la folgorazione; ma poi ci sovviene anche la pralina al cioccolato con latte e caffè.

P. che botta di intensità! Non molto coerente con la freschezza del naso a dire il vero, ma senza dubbio di impatto. Corpo vigorosissimo per i 44%. Qui gli octave fanno sentire tutta la loro presenza: attacco molto dolce, poi tannini a go go, caffè, christmas pudding (chiodi garofano, scorze arancia e cannella). Caramello fuso e marmellata di mirtilli rossi. A bilanciare parzialmente questo muro di dolcezza, arriva una sensazione ossidata che vira al secco, probabilmente frutto dell’Amontillado.

F. meno spiccatamente zuccherino, si asciuga un po’. Caramello, arancia, sherry secco. Con acqua aranciata.

Una cosa va detta: è fatto bene. Può essere giovincello, può essere sfaccaito, può essere anche un po’ eccessivo, ma il risultato funziona alla grande. Il mix di botti crea un whisky carico ma molto espressivo, che unisce un olfatto fresco a un palato più tannico, ma comunque ben bilanciato dallo sherry secco. Non te ne finisci una bottiglia in un attimo, però non è neanche di quei malti che dopo il primo sorso metti via ogni altra voglia. A occhio, anzi a naso, la manina di Billy Walker (re indiscusso del cask management Scozzese) ancora un poco si sente. 86/100.

Sottofondo musicale consigliato: The Weirdos – We Got The Neutron Bomb.

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