Ci accostiamo oggi a un single cask (per la precisione il numero HL 14455) di una distilleria che ci ha abituato a prodotti spesso non banali, che tra l’altro invecchia il suo distillato soprattutto in barili che hanno contenuto sherry (questo ad esempio è un refill butt). L’imbottigliatore è Hunter Laing, che ha pazientato 22 lunghi anni prima di rendere questo whisky parte della serie Old Malt Cask, che si distingue per il non filtraggio a freddo e per la gradazione fissa a 50%, una scelta quest’ultima fatta “per mantenere una certa bevibilità”, si legge sul sito della compagnia. E allora andiamo di bevuta!
N: si apre subito con note da sherry moderno, con frutti rossi carnosi, gelée alla mora; poi frollini (magari proprio frollini coi frutti rossi), tuorlo d’uovo. Pane all’uvetta e arancia bionda, bella succosa, di quelle da spremere. Il malto riesce ad emergere, pulito ma non troppo: ci sembra di sentire una nota di sugo d’arrosto, di carota cotta, che rende il tutto molto vario e appagante.
P: molto scattante, rispetto al naso perde la quota di frutta rossa, per concedere ancora più spazio ad un profilo più fresco e ‘arancione’ – ha richiami ancora di arancia bionda, brioche all’albicocca, ancora biscotti e uvetta di Corinto. Biscotti all’arancia.
F: lungo e intenso, ancora tutto giocato tra il rosso dell’uovo e l’arancia, in ogni sua forma.
Buono, bello, e bravo. Sicuramente è un whisky di cui sarebbe appropriato possedere una bottiglia, per berlo a piacimento e senza lesinare il sorso. Forse per avere più di 20 anni esibisce una freschezza a tratti perfino ingenua e semplice, ma che bella semplicità, signori. Noi lo promuoviamo con un 87/100, anche considerando un prezzo d’uscita ragionevole, attorno ai 100 euro.
Sottofondo musicale consigliato: JINJER – Pisces (Live Session)

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