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Highland Park 17 yo (1958/1975, OB, ‘Ferraretto Import’, 43%)

Ah, i bei tempi andati… Grazie alla gentilezza di uno dei più importanti collezionisti italiani, Franco Di Lillo, abbiamo il privilegio di assaggiare un Highland Park ufficiale distillato nel 1958, messo in una bottiglia verde e tozza diciassette anni dopo, nel 1975, importato in Italia da Ferraretto. Pare superfluo sottolineare che si tratta di un bel pezzo di storia e che trovare bottiglie del genere è sempre più raro… Per fortuna c’è il Milano Whisky Festival, per fortuna ci sono i suoi espositori. E per fortuna che noi ci portiamo sempre dietro le boccette…

N: che fascino. Tutto molto compatto ed estremamente ‘vivo’, vivace, per nulla appesantito dal tempo. Ci piace partire dagli spigoli, che pure – lo ribadiamo – non si ergono a distanza, ‘sopra’ gli altri aromi, ma ne sono perfettamente paritari: e dunque la torba, lieve e cerosa, senza fumo, con note costiere e marine molto evidenti; pure suggestioni di legno umido, di cantina. Immediatamente poi si scala sull’agrume, sia scorza (d’arancia) che polpa (d’arancia). Un grande senso fruttato, incredibile, in grandissima crescita, con un sacco di frutta gialla, fresca (pesche molto succose, perfino un tocco di mango!); ma anche, più adulte, mele cotte e torta di mele. Orzata, mandorle e latte di mandorle (e perché non marzapane?). ‘ccezzzzionale. Col tempo si fanno strada anche note ‘ulteriormente torbate’, quasi fino a percepire un velo di fumo; poi anche tabacco e scatola di pipe; forse cuoio.

P: il corpo è medio, ma resta ben oleoso e masticabile; inizialmente si fa sentire una leggera torba terrosa, ancora bella costiera, e stupisce una certa lievissima ‘amarezza’ che forse è il portato di una qualche ossidazione in bottiglia durante gli oltre quarant’anni di invecchiamento in vetro (ne scrive anche Serge sul sito dei Malt Maniacs, qui). Pur senza deflagrare, si spandono intense note fruttate, coerenti col naso: quindi pesche gialle, mele, torta di mele; succo d’arancia (e scorzetta amara); ancora un malto da panico, brioche e pasta di mandorle e cereali. Un velo di fumo.

F: lungo e persistente, oscilla a lungo tra le sue tre anime: frutta, torba, cera/vecchio mobile, per la nostra gioia. Buonissimo.

Straordinaria complessità, e intensità aromatica incredibile, dopo tutto questo tempo. Pur avendo un dubbio sull’impatto dell’invecchiamento in bottiglia, ci ha stupito al palato la timidezza di una frutta che invece, al naso, si preannunciava epica. Se dunque il naso era da 95 punti e passa, il palato paga dazio e si attesta ‘solo’ sui 90: e dunque la nostra media personalissima è di 93/100. Grazie a Franco (e a Giorgio, e a Riccardo) per il sample, grazie davvero. 

Sottofondo musicale consigliato: Roger Waters – The Last Refugee.

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3 thoughts on “Highland Park 17 yo (1958/1975, OB, ‘Ferraretto Import’, 43%)

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