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Kilchoman ‘Original Cask Strength’ (2016, OB, 56,9%)

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Kilchoman, ciao!

Kilchoman, come sapete, è la più giovane e la più piccola distilleria attiva su Islay, ed ha una caratteristica unica nell’industria scozzese: è infatti una farm distillery, vale a dire che è la sola a coltivare l’orzo che poi andrà a maltare – e voi ci insegnate che il whisky si fa con acqua, lievito e orzo, e se l’orzo te lo fai da solo, beh, di sicuro avrai un prodotto che si distingue dagli altri! L’espressione ‘Original Cask Strength’ è stata molto apprezzata all’ultimo Milano Whisky Festival, anche se erroneamente l’avevamo definita ‘Octaves’ nei nostri terzetti: si tratta di un 2010/2016 a grado pieno invecchiato in quarter casks (o appunto octaves), botti piccole da 125 litri, in edizione limitata a 12000 bottiglie. Il colore è paglierino.

kilchoman-original-cask-strength-lowresN: paradossalmente delicato nella sua brutale carica espressiva. Difficile trattenere a lungo il naso su questo dram fieramente a gradazione piena, ma le suggestioni sono di fiori di camomilla, di zafferano, di lime fresco e in generale di tanti agrumi profumati. Una freschezza davvero inattesa, ben impastata con la torba pesante e fumosa di casa Kilchoman. Sale e liquirizia, un che di balsamico zuccherino (caramelle Valda?). Con acqua questo ultimo aspetto balsamico si espande, assieme a un senso di erba verde e di vaniglia.

P: a primo impatto molto aggressivo, con una torba tagliente in crescita e un lato marino ancora più sugli scudi rispetto al naso. Subito dopo in realtà il vigoroso invecchiamento in botti piccole si fa sentire, con una botta devastante di toffee pastoso e caramello caldo, bilanciata da una sensazione amarognola d’inchiostro. L’acqua lo addomestica e lo migliora, con più vaniglia e ancora un crescendo balsamico (aghi di pino).

F: fumo intenso e un po’ di cereale macerato. Dolceamaro, ancora tra l’inchiostro, il legnoso, il balsamico e il vanigliato.

In un contesto urlato, in cui ogni nota arriva sparata a mille come una volée di Ibrahimovic, questo whisky ci pare forse un po’ squilibrato – anche se è un’esperienza complessa e dunque altamente soggettiva. Notiamo come quella nota erbacea e balsamica sia molto piacevole e salutare, dato che va a bilanciare almeno in parte una dolcezza che al palato è davvero mostruosa: e sì che al naso l’avevamo definito ‘paradossalmente delicato’…! Noi, infine intimiditi da cotanta viulenza, gli diamo 85/100; voi che al festival l’avete provato, beh, che ve n’è parso?

Sottofondo musicale consigliato: Mantar  – Era borealis.
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=N3UVZfZ51oE]

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