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Laphroaig 14 Yo (1998/2012, Cadenhead’s, 59,3%)

Dopo la sbornia di imbottigliamenti Cadenhead’s maneggiati all’ultimo Milano Whisky Festival, dove abbiamo avuto il piacere enorme di poter lavorare al banchetto di Alcoliche Alchimie, ci riaccostiamo allo storico imbottigliatore indipendente scozzese, con rinnovato vigore e speranzosi del domani, perché come diceva il buon Lorenzo, “del diman non v’è certezza”. E ci riaccostiamo con un Laphroaig di 14 anni, single cask ex bourbon first fill. Il colore è dorato chiaro.

37374N: facile, nella sua bontà. L’alcol si sente, ma siamo a una gradazione importante. C’è quello che ti aspetti da un Laphroaig in ex bourbon di quest’età, con tutti gli aspetti caratteristici portati però al massimo: un’affumicatura ‘petrolifera’, inquinata (fumo di motore), una marinità iodata intensa, delle punte di gomma bruciata, oltre a forti forti richiami medicinali. Insomma, un aspetto bello contundente, ma che non disdegna un’integrazione di odori variopinti (limoni, scorzetta d’arancia, tamarindo, vaniglia, liquirizia). A tratti anche un che di balsamico, che getta l’ombra delle caramelle Valda. Aggiungendo acqua, si fa più tagliente, più fruttato, con un sovrappiù agrumato e curiosamente ci troviamo nel bel mezzo di una pineta di conifere. What?!

P: grande coerenza col naso; è esplosivo: una bomba salata tra schegge impazzite di legno e torba in fiamme. Complessivamente resta più austero e aggressivo che non al naso, mentre la dolcezza si fa più in disparte. Un goccio d’acqua è auspicabile per spalancare le porte a una cremosità invero inattesa, così come a un vero e proprio festival del limone (quasi candito). Un pizzicorio finale molto gradevole che ricorda lo zenzero.

F: torba e legna bruciata. Praticamente un elogio infinito alla piromania. Lungo, lunghissimo con innesti di agrumi canditi e gomma bruciata.

Al Milano Whisky Festival ne abbiamo versato tanto, ma proprio tanto. Questo Laphroaig si faceva apprezzare perché concede esattamente ciò che promette, sottolineandolo però bene con una teoria di odori e sapori veramente robusta; è un signorino ancora molto esuberante e cattura il palato del neofita, compiacendo però anche un bevitore avveduto, che troverà pane- oh pardon- torba per i suoi denti. Dobbiamo dirlo ancora una volta? Quanto sono diversi, come sembrano più veri i Laphroaig indipendenti… Un bell’88/100.

Sottofondo musicale consigliato: oggi dobbiamo scegliere Frank Zappa (moriva vent’anni fa precisi), con Peaches in Regalia da quel capolavoro che è Hot Rats.
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