Ah, una nuova distilleria giapponese con il nome a metà fra un delicato agrume e una spietata organizzazione criminale… Eccoci a voi con il primo whisky che assaggiamo targato Yuza! Inizialmente utilizzata per la produzione di sakè, la distilleria Yuza sorge a Yamagata, sulla costa occidentale del Giappone, e ve lo diciamo con la sicumera di chi vi indica la terza uscita della rotonda per arrivare a Concorezzo. Comunque, lo stile – si legge sul loro sito – si richiama all’auto-proclamato concetto TLAS (tiny, lovely, authentic and supreme): small batches conditi di vanità. Questa First edition è un single malt di 3 anni non colorato e non filtrato a freddo, imbottigliato a grado pieno in 8.500 esemplari. Il colore è oro. D’altronde se è “supreme” mica poteva essere color rame o bronzo…

N: una pimpante freschezza ci accoglie, non proprio la spuma del mare da cui nei film esce Godzilla, ma più un refolo di erbe di prato, di foglie in una limonaia. Pieno così di limonaie in Giappone eh, ma pazienza. L’alcol mostruoso non è particolarmente aggressivo, anzi si percepisce molto poco per i 61%, ma l’effetto è un naso poco espressivo. Dicevamo dell’agrume, che vira anche sul cedro e le caramelle gommose al limone. In generale è una frutta acerba, acidina, che va dall’albicocca verde al platano. Zenzero candito anche, e un che di cioccolato bianco. Perbacco, è forse violetta quella che fa gentilmente capolino qui e là?
P: qui il grado non gratta ma scalda. Si apre più dolce rispetto al naso, con un accogliente senso di malto, miele millefiori e caramello. Il corpo è più pieno del previsto, oleoso quasi: vaniglia e caramello bretone, quello salato. Cocco in scaglie, gelato alla banana. La parte citrica arriva dopo, ancora sul cedro e sul bergamotto. C’è anche qualcosa di balsamico, come di pigne di conifere, e della frutta secca: diciamo croccantini al sesamo e nocciole. In generale un palato più strutturato, con una bella composizione di suggestioni ben equilibrate che beneficiano di una goccia d’acqua ma sono piacevoli anche a grado pieno.
F: dolce, con shortbread al burro, miele e quel caramello salato e per l’occasione anche pepato.
Pulito e ben bilanciato, non bisogna dimenticare che ha solo 3 anni. Il protagonista è sicuramente il cereale e continuiamo a credere che a questa età sia giusto così: meglio una release sincera e affilata come questa piuttosto di qualche paciugo con i legni strani per accelerare una maturità inesistente. Ben fatto, 86/100. Ecco, poi magari parliamo del prezzo eh, che nemmeno certi riscatti richiesti dalla Yakuza…
Sottofondo musicale consigliato: Camera Obscura – Lunar sea
