Torniamo nelle Highlands occupandoci di una distilleria colpevolmente poco presente sul nostro sito… E la colpa, chiaramente, è nostra, certo non dell’istrionico Maestro Richard Paterson. Assaggiamo il malto base del core range, ovvero il 12 anni: non la versione attuale, ma quella di qualche anno fa… Si tratta infatti della celebre “cream label”, ed è una boccia degli anni ’90. Sarà gloria?
N: fin da subito molto aperto e aromatico, solo a tratti emerge una nota alcolica che stride con la gradazione. Decisamente maltoso (brioche) e forte l’apporto dello sherry: caramello bruciato e frutta rossa, indistinta. Spicca una gradevolissima nota di arrosto (volendo esagerare, si sente proprio il soffritto di cipolla e carota…). Semplice, certo, avvolgente e diretto, molto basato sul malto. Punte di vaniglia, uvetta, e cioccolato amaro.
P: sulle prime il corpo si rivela un po’ acquoso, poi però viene fuori bene bello cremoso e decisamente sbilanciato verso lo sherry. Ancora, quella nota alcolica lievemente stridente. Siamo ancora nel mondo di malto e brioche; poi arance, caramello, cioccolato amaro. Verso il finale, anche una punta amara ed erbacea. Chiare note di nocciole (avete presente il croccante alle nocciole? ecco). Serge dice anche ‘rosmarino’, e in effetti…
F: lungo, maltoso e pulito. Forse la parte migliore, nel senso che pare senza difetti. Ancora erbacee o, piacevole, aromatico.
Nei whisky di qualche tempo fa, anche in quelli base, notiamo sempre una predominanza del malto… Ma è un malto pieno, maturo, non acerbo come talvolta capita oggi. Certo, manca un po’ di corpo e la gradazione bassa penalizza, ma non ci sentiamo di non promuovere un whisky davvero, davvero gradevole e beverino: 84/100 sarà il verdetto.
Sottofondo musicale consigliato: Chocolate Clay – Free (I’ll always be)

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[…] Dalmore 12 yo (anni ’90, OB, 40%) – 84/100 […]