Il “Calendario Avventato” al giorno n.8 ci regala Puni Sole, whisky italiano che matura
due anni in botti ex bourbon e altri due in ex Pedro Ximenez. Tenete conto che l’abbiamo assaggiato blind, alla cieca, e la sua identità ci è stata rivelata solo stamattina, pochi istanti prima di pubblicare questo post. Abbiate pietà di noi.
Whisky #8
Il naso è molto timido ed erbaceo, sostanziabile solo con del cereale macerato, un malto giovane, acidino. Solo dopo un po’ vengono fuori zaffatine di vaniglia, molto trattenute e molto ‘ideali’. Il palato torna sulle stesse zone: si conferma la nudità stilistica, ma compaiono note di panna rappresa, ancora di cereale, di lievito, con dei leggeri sentori di mela e di vaniglia. Perfino dell’anice. Il finale non è lunghissimo, anche qui diviso tra erbaceo, mela e panna/latte.
L’abbiamo trovato molto esile, molto candito, molto evanescente, covando addirittura il dubbio che fosse un distillato diverso dal whisky. Al contrario ci era piaciuto un po’ di più nella degustazione standard, dove in effetti l’avevamo descritto come più ricco, fruttato e in definitiva influenzato dalle botti di Pedro Ximenez. Possiamo ipotizzare che in una degustazione blind le note giovani di cereale tendano a risaltare maggiormente, perché chi beve le va a cercare e le “sopravvaluta” per stabilire la (giovane) età di un whisky. Alla cieca gli diamo l’insufficienza, ma a questo punto siamo curiosi di fare un terzo assaggio per un giudizio definitivo: 76/100.
