La nostra esperienza con The Whistler, che in Italia arriva grazie all’ottimo Cuzziol, è sempre stata bifronte. Abbiamo ricordi ottimi del Blue Note e del 10 anni distillati a Cooley, mentre le ultime releases con liquido distillato nella distilleria di casa (Boann) non ci hanno convinto appieno, con l’eccezione del finish in PX. Questo è un blended Irish whiskey di 4 anni con un finish di 15 mesi in Calvados e un po’ ci tremano le ginocchia. Il colore è paglierino.

N. malfidenti. Invece della spremuta di mele che ci aspettavamo, ci accoglie un naso delicato e chiaro. La mela c’è, ovvio, ma è fine, somiglia più al Pommeau che non al Calvados. Poi limone e ribes bianco. Giovane, ma rimane piuttosto affilato, con zenzero e una nota netta di percoca. Bel naso, fresco eppure pungentino.
P. piacevole, giovane ed equilibrato fin da subito. Crema di mele e zenzero candito, poi in crescendo le note di pasticceria: tartellette di mela e crema pasticcera, biscotto e cioccolato bianco. Maraschino. Anche qui percoca e albicocca piccante. L’acidità non arriva dalla mela, ma è una sensazione di agrume. Pesca e mandorla. Nel retrogusto spunta qualcosa che somiglia al fumo, curioso.
F. cremoso, con buccia di melaverde, pompelmo e mandorla amara. Media lunghezza.
La sorpresa della serata. Chi parte con aspettative basse, difficilmente viene deluso e facilmente si entusiasma. Ora, non pensiamo diventerà il nuovo Macallan, ma bisogna ammettere che è fatto bene. Il rischio di uscire con un prodotto banale da “Tempo delle mele” era alto. Invece il risultato è un whisketto delicato, mai greve, con un’interessante parte acida, tesa e dritta. 83/100.
Sottofondo musicale consigliato: Fiona Apple – Sleep to dream
