Kilkerran, ovvero il whisky prodotto dalla distilleria Glengyle nonché ultimo arrivato su Campbeltown, è un vecchio pallino del nostro Giacomo, che per questo malto – oltre che per altre svariate cose su cui non ci focalizzeremo qui – ha sviluppato un vero e proprio feticismo. C’è da dire che con quel suo carattere costiero così peculiare, Kilkerran fa impazzire anche noi. E dunque sotto con la release del 2025 del 16 anni, di cui abbiamo già recensito la release del 2020, che era quasi completamente invecchiata in bourbon (4% botti ex marsala). Qui invece la proporzione è 60% ex bourbon e 40% ex sherry. Il colore è un’ambra carica.

N: autunno, non vediamo l’ora del tuo arrivo. Non solo perché il caldo quest’anno ci ha brasato i testicoli, ma anche perché mettendo il naso in questo dram ci vengono in mente tutti i piccoli piaceri di un pomeriggio in casa mentre fuori piove: camino acceso, foglie di sigaro, tabacco ovunque, in ogni modo, in ogni foggia, cioccolata fondente fumante in una tazza. A queste note da salotto, si aggiunge un mix pazzesco di mare e terra, che parte dal bagnasciuga un po’ stagnante della costa scozzese e arriva allo zolfo, alla polvere da sparo, al nocino e alle olive nere al forno. C’è poi ovviamente anche la frutta: more, amarene e ribes neri, e anche albicocche secche. Polvere da sparo. Con acqua migliora, alla grafite si accosta più frutta: pesca e albicocca.
P: la parte acida di sherry e frutti rossi è subito in prima linea, con una certa piccantezza e un profilo citrico, affilato, solo attenuato dal legno (che è senz’altro presente). Ancora polvere da sparo, sapientemente impastata a cioccolato fondente e lamponi. L’alcol non si nasconde e purtroppo è meno salato del previsto, un peccato per noi che già pregustavamo un sorso sapido. Invece c’è crosta di panettone bruciacchiato, c’è una dolcezza masticabile che però cede il passo a un’astringenza severa: chiodi di garofano, ancora molte olive nere amarognole, spigoli legnosi e in generale un secondo palato sfidante, tannico e violento. Con acqua si fa più morbido, il toffee ingentilisce tutto e anche qui la frutta si fa più rotonda e polposa.
F: lungo, di nuovo con le ormai classiche olive nere al forno, un legno umido ubiquo e dell’arancia.
Decisamente sherry oriented, sul versante umido e profondo più che sul succoso e lo speziato. La parte salmastra di Campbeltown si avverte più al naso, poi lo sherry impone la sua dittatura spietata e non molto discreta. Per fortuna il malto Kilkerran ha abbastanza corazza da reggere l’urto e il risultato è un equilibrio difficile ma sufficiente. A nostro gusto, seppur nel complesso sia tecnicamente un Wdm, ovvero Whisky della Madonna, cioè una bomba di sapore, il legno è davvero un po’ invasivo. E quindi? Niente, quindi 87/100.
Sottofondo musicale consigliato: Fu Manchu – Eating dust
