Il Royal Mile, a Edimburgo, è la strada più storica e pittoresca della città vecchia, quella che parte dal Castello e arriva ai piedi dell’Arthur Seat, dove si trovano il Parlamento scozzese e Holyroodhouse Palace, la residenza locale della famiglia reale. Poche centinaia di metri più a sud, sempre alle pendici della collinetta che sovrasta Edimburgo, nel 2019 ha aperto la Holyrood distillery, la prima ad aprire in un secolo nella capitale di Scozia. E scusate se è poco.
Fondata da David Robertson e dalla coppia canadese Kelly e Rob Carpenter, unisce le risorse di una sessantina di investitori e si avvale anche del sostegno di Berry Bros & Rudd e grazie alla collaborazione con la Heriot Watt University utilizza una ampia varietà di lieviti e malti. Il primo rilascio ufficiale è stato il single malt Arrival, mentre questo NAS dal nome ricorda le braci, embers in inglese: infatti invecchia in botti first fill bourbon, rovere americano vergine e quarter casks che in precedenza avevano contenuto whisky torbato di Islay. Grazie a Fine Spirits per l’assaggio scippato all’ultimo Whisky Day di Milano, il colore è vino bianco pallido.

N: un sorbetto al limone mangiato mentre sul tavolo c’è un posacenere pieno. Tutto fresco, vibrante e primaverile, con una discreta dolcezza e della cenere spenta. C’è della glassa, dell’orzata, una buona dose di mousse di mela granny e di vaniglia. La dimensione minerale è frizzante, magnesio, pera e citrosodina. La vaniglia è bella presente, il distillato si sente, con questa carambola fresca che sa di gioventù. Il fumo è un’idea, una cosa lontana, si capisce che è un ex peated cask. Questa gioventù si sostanzia anche in una dimensione verde e croccante, tipo insalata iceberg e coriandolo fresco.
P: dolce, avvolgente, molto simpatico. Il primo impatto è di caramella Rossana, crema di vaniglia, zucchero liquido. Poi entra un kick di spezia, alcol e bruciatino che ci sorprende. Più sostanzioso di quel che ci aspettavamo. Non è troppo complesso, rimane fra distillato (ben fatto), torba (molto più evidente rispetto al naso) e dolcezza. La frutta è poca, giusto un po’ di crema di pera, con lo zenzero e il pepe bianco. Il retrogusto è sempre più bruciatino…
F: zucchero, cenere e una discreta lunghezza
Bello, non molto complesso ma più piacevole e lungo di quel che ci aspettavamo: 84/100 per un single malt senza troppe pretese ma sincero ed equilibrato, che per esempio con la soda regala grandi highball, ma anche liscio sorprende per il finale. Promosso in pieno, d’estate questi whisky ci danno sempre soddisfazioni.
Sottofondo musicale consigliato: Lamb of God – Embers
