Come dei solutori più che abili di cruciverba senza schema, torniamo nel magico mondo dell’enigmistica. Che non vuol dire la Settimana con i suoi Bartezzaghi, ma la linea di imbottigliamenti di Cadenhead’s dedicati a distillerie non dichiarate o a blended vari ed eventuali. Ne abbiamo già recensiti alcuni, come un Campbeltown 15 anni e un blended malt 27 anni, ma mai un Irish. Siccome c’è sempre una prima volta, ebbri dalla Pasquetta ci cimentiamo volentieri nella sfida. Botti bourbon, 726 bottiglie prodotte, gradazione ridotta. Ci tuffiamo con la leggiadria di una Tania Cagnotto in questo dram dal color oro.

N: bottoso, diremmo. Perchè se per qualche tempo tutti hanno parlato di “petaloso”, non si capisce perché non si debba definire “bottoso” un whisky in cui la botte è protagonista assoluta. Il che significa vaniglia e cocco come se piovesse, con corredo di legno. Per il resto la scena se la prendono la frutta e un che di minerale abbastanza imprevisto. Con ordine: oltre al cocco ci sono pera e cedro candito, pasticcino all’ananas e kiwi gold, per un Irish molto fruttato e “giallo”, con una bella sensazione di creme e gelati. Eppure, si sprigiona un senso come di gesso e magnesia, anzi di MG-KVIS, per i cultori degli integratori. Freschezza e polvere, con un che di crackers. Interessante.
P: l’ingresso è leggermente acquoso, la diluizione influisce. Poi si riprende e compaiono due lati che al naso non avevamo percepito, ovvero l’amarognolo e il floreale. Accanto all’albedo di limone, si fa più secco, con una spezia chiara e netta, dal pepe bianco allo zenzero. La botte bourbon è meno piaciona rispetto all’olfatto, si fa più affilato e piccante, resiste il senso di ananas disidratato. Manca un po’ di complessità, fa il suo compito senza mai decollare.
F: asciutto ed erbaceo, meno corposo del previsto, con un sentore che ricorda il daikon (qualcuno dice “cartone” ma ci sembra ingeneroso). Buccia di limone.
Nudo, crudo, pulito e superficiale. Ammettiamo che al naso avremmo sperato qualcosa di più, ma le aspettative non sono del tutto rispettate soprattutto nel finale, che troviamo la parte più discutibile. Intendiamoci, è un whisketto simpatico, senza difetti macroscopici, ma manca anche quella piacevolezza senza pensieri che – soprattutto per i dram semplici – spesso è una degna sostituta della struttura. Va beh, 83/100.
Sottofondo musicale consigliato: Metallica – Breadfan
