Abbiamo scavallato la nostra impervia salita all’empireo delle Special Release. Quattro le abbiamo già assaggiate, ora ci aspettano le altre quattro. E il secondo tempo di questa splendida partita inizia con un Singleton of Glendullan, non esattamente la distilleria più nobile del portafoglio Diageo, ma comunque sempre interessante. Non ne abbiamo bevuti tanti in carriera perché di solito il malto spysider di Glendullan viene usato nei blended. Guarda caso, uno dei pochi single malt che abbiamo assaggiato era una SR, per la precisione un imbottigliamento del 2021. Vediamo se le cose sono migliorate, stabilizzate o peggiorate. Il finish – fra i 3 e i 9 mesi – avviene in botti di Chardonnay di Borgogna, un omaggio alle case di moda francesi alla faccia di LVMH, tanto è vero che il sottotitolo recita “The silken gown”, l’abito di seta. Il colore è un oro biondo, come le Gauloises e come Brigitte Bardot.

N: austero e alcolico, come un whisky che sa di whisky dovrebbe essere. Ci sono due anime diverse: una fresca e frizzantina, con lime, pera, mela verde e piccoli frutti rossi (ribes, ma anche ribes bianco); l’altra vinosa in maniera evidente, con una nota di vino bianco nitida e acidina. C’è comunque una certa oleosità/grassezza (shortbread al burro) e un accenno di spezie (semi di senape e curcuma). Pesche. A costo di sembrare affetto da turbe psichiche, Zuc sostiene ci sia una nota di seppie in zimino alla genovese. Il mare non c’è, le bietole nemmeno, eppure non ha del tutto torto. Mistero.
P: l’alcol che già era sensibile diventa potente, e il palato è ancora acido e vinoso. Il vino bianco è ancora presente, con mandorle, malto, brioche… Ecco, rispetto al naso compare una dimensione tra il cereale e la pasticceria, con marzapane, pesche essiccate, pane alle noci. Sono note “alte”, tutto è sui toni di un’acidità tesa: uva bianca, lamponi acerbi, pepe bianco e una sensazione di ginger ale. Il corpo è oleoso, d’altronde le note burrose ci stanno nello Chardonnay. Con una lieve diluizione si fa più dolce e floreale, ne beneficia.
F: di nuovo vino bianco, zenzero e pepe in polvere e succo di carota. Lo dice Carotado, quindi ci crediamo. E pesche bianche, va…
Siamo di fronte a una spaccatura nella giuria di Whisky Facile, rischiamo il Grande Scisma come nel 1054. Corrado detto Chardonado è favorevolmente colpito, non lo ritiene un capolavoro ma ne apprezza il corpo oleoso, una certa piacevolezza di beva e sostiene che il vino non sia così invasivo. Zuc invece vorrebbe bruciare la bottiglia sul rogo come Fra Dolcino: lui di nome, il whisky di fatto. Troppo vinoso, troppo acido, troppo alcolico, il nostro barbuto Torquemada è negativo. E chi lo conosce sa che se non è negativo lui… Allora, che si fa? O la si risolve a wrestling (sarebbe un incontro epico!) o si trova una mediazione. Che può attestarsi su un 83/100.
Sottofondo musicale consigliato: TOOL – Schism
