“Riuscì a salvarsi dalla sua barba / un pettirosso da combattimento”. Persi fra le citazioni musicali di De André e i rimandi iconografici al pelo facciale del nostro socio Zucchetti, andiamo in Irlanda per assaggiare uno dei nostri preferiti dalla verde isola – il sample l’abbiamo assaggiato grazie all’ottimo Master of Irish di Whiskyclub Italia, di cui domani andrà in onda la terza puntata. Single pot still, 15 anni, maturazione in Bourbon e Oloroso, precedenti ottimi: ci sono tutte le premesse perché il pettirosso ci piaccia. Il colore è un oro antico, con riflessi bronzo.

N: impatto fragrante da molti punti di vista, o di olfatto. C’è il cereale pieno e rotondo, c’è una frutta esuberante sotto forma di mela gialla, pesca, albicocca, melone un po’ verde e guava. E poi c’è una punta di pot still tutta Irish, che racconta storie di rame e orzo acerbo. E poi c’è lo sherry, che mica sta a guardare: croccante alle nocciole, marzapane, datteri e cioccolato al latte. Col tempo anche legno aromatico, come sandalo o incenso. Sentori oleosi molto piacevoli. Curioso, ogni tanto emergono zaffate di salsa di pomodoro davvero evidenti.
P: diretto come una sciabolata, piccante e deciso. Età e legno si fanno sentire, con un profilo piuttosto secco senza perdere l’affabilità. A una frutta variamente rossastra (mele rosse, rabarbaro, prugne secche), si accosta una parte fresca, di menta e zenzero. Poi però spunta il profilo robusto dello sherry, con la sua crosta di panettone, le noci (mallo di noce), il cioccolato fondente. E un che di cappuccino in crescita. Si fa pian piano sempre più robusto, sia per le spezie (ecco il pepe, i chiodi di garofano, ancora zenzero candito a profusione), sia per la persistenza…
F: …che infatti si prolunga per un po’, pur senza colpire particolarmente per durata, in un finale denso di cacao, mandorle, una generosa tritata di pepe e menta secca. Nocciole tostate, come suggerisce lo stesso Claudio.
Qualche divinità ha vaticinato che noi moriremo solo quando una freccia ci trafiggerà nel Redbreast. Insomma, è il nostro tallone da killer, come dicono quelli che hanno studiato. Ci piace molto in generale, e questo 15 anni non fa eccezione, anche se un filo in più di cremosità non ci sarebbe dispiaciuto. Fra gli esponenti del core range, è forse quello più acuminato, decisamente incentrato su freschezza, piccantezza e quella nota di cereale verde. Però lasciatecelo dire: che bel centro di gravità permanente che si è scelto… 85/100.
Sottofondo musicale consigliato: Fabrizio De Andrè – La domenica delle salme.
