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Glenfarclas 10 yo (anni ’80, OB, 40%)

Assaggiamo un import italiano di Glenfarclas, un dieci anni messo sul mercato nella seconda metà degli anni ’80 e importato e distribuito nel Belpaese grazie al prodigo intervento dei Fratelli Averna – come spesso accade quando assaggiamo certe chicche, dobbiamo ringraziare Angelo Corbetta (Harp Pub Guinness, Milano) e la sua bella idea di metter via bottiglie negli anni. Fondata nel 1836, Glenfarclas è dal 1865 di proprietà della stessa famiglia, con un cognome insospettabile ed unico: Grant. A dimostrazione dell’estro familiare quanto a nomi, siamo alla sesta generazione e abbiamo due John e quattro George… La metà dei 3400000 litri prodotti finisce in single malt, l’altra metà in blended. Perché diciamo questo? Mah.

schermata-2017-01-31-alle-22-21-27N: alcol, zero. Anche se l’invecchiamento in sherry, come vedremo, è molto marcante, i dieci anni ci consegnano un whisky ancora incredibilmente fresco, fruttato, vivo: dimenticate quegli sherry ‘scuri’, qui troviamo solo tanta voglia di divertirsi con mela rossa fresca e fragrante, poi la ciliegia, la fragola e con aberrante riferimento: aceto di more! C’è anche una nota altrettanto fresca ma più ‘grassa’, corposa, da tabacco da narghilè… Sotto a questa coltre di sherry, si agita un cereale ancora vivace, che rende il tutto estremamente invitante e pimpante. Eppure c’è di più: una leggera nota di legno di botte, molto cesellata e composta.

P: la riduzione a 40% ci porta un corpo di media struttura e un palato molto omogeneo, senza fiammate di sapore ma comunque con una bella compattezza e una certa intensità. Si ripresenta in grande coerenza col suo naso, e quindi tante mele rosse (anche una deviazione verso la tarte tatin, a dar conto di una maggiore ‘tortosità’, se siete in grado di perdonare l’orrenda parola) e una bella frutta rossa matura e succosa (more e ciliegie). Non è per nulla astringente, come sono talora certi sherried, ma ha comunque delle note tostate, quasi di tabacco.

F: di media durata, prosegue l’eterno balletto di tabacco e frutta rossa.

Buono, succoso, piacione: anche se di poco, il più apprezzato alla degustazione di ieri sera, in cui era messo a confronto con vecchie edizioni di Glen Keith, Dalwhinnie e Bowmore – non temete, recensiremo anche questi nei prossimi giorni. 86/100, e soprattutto un’osservazione: quanto era più buono questo dieci anni rispetto al pari età sul mercato odierno… Ah, come si stava meglio quando si stava peggio!

Sottofondo musicale consigliato: Mötley Crue – Wild Side.
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=4Hihge6FFVw&w=640&h=360]

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