Oggi siamo di fretta e non abbiamo tempo di scrivere un cappello introduttivo, tanto, insomma, cosa sia Caol Ila più o meno lo sapete e cosa sia il Feis Ile pure. Quindi, corriamo alle tasting notes.
N: non è molto diverso dal Caol Ila di Gluglu, ma – ad annusare con cura – differenze ci sono: innanzitutto, il grado pieno chiude un po’, o meglio, mantiene il profilo più trattenuto, più composto. Gli attori, per il resto, sono gli stessi: anzi, col tempo e con un po’ d’ossigeno pare un po’ più ‘dolce’, nel senso di zuccherino (zucchero a velo, proprio; torta paradiso); crema chantilly. E poi, l’affumicatura sembra più ‘bruciata’ che nell’alrto, forse lievemente più ceneroso. Sarà la gradazione, ma pare leggermente più complesso dell’altro. Erbe aromatiche; rosmarino? Con aggiunta d’acqua, aumenta l’intensità di tutto, comprese queste note erbacee davvero convincenti.
P: davvero intensissimo; ancora, conferma il perfetto bilanciamento che Caol Ila sa dare al proprio prodotto. Le botti erano tutte refill, ma la dolcezza bourbonosa non ne risente, con belle gemme di vaniglia e frutta gialla; poi, il lato torbato pare farsi bello chimico, nel senso di gomma bruciata e plastica. Un pit di lime e cedro. Notevole. L’acqua lo migliora ulteriormente, rendendolo assai più fruttato (frutta gialla, fresca).
F: frutta vaniglia e un bel tappetone di torba, acre ma addomesticata, che perdura a lungo.
Sulla consistenza di Caol Ila già abbiamo detto in passato, ma ci piace ribadire che è veramente difficile trovare un Caol Ila cattivo, ma pure modesto: son tutti buoni, tutti simili di solito, ma tutti buoni. Questo non fa eccezione: il fatto di essere a grado pieno lo rende molto intenso e (tutto sommato) abbastanza complesso, e a noi intensità e complessità piacciono. 88/100 è il voto appropriato, a nostro gusto, per un perfetto Caol Ila moderno.
Sottofondo musicale consigliato: Nick Cave & The Bad Seeds – Fifteen Feet of Pure White Snow.
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