Tornano a grande richiesta, come Max Allegri al Milan, i duelli fra whisky da recensire. Contrariamente a quanto ci capita di fare spesso con sprezzo del ridicolo, facendo combattere un tirannosauro con un porcellino d’India o Tyson contro Lucio Corsi, oggi mettiamo in scena un bel derby: due Kilchoman in edizione speciale. Il primo è un single cask dedicato alla Capitale nella serie “European cities” (avevamo già assaggiato il Milano), il secondo è lo small batch realizzato dalla distilleria di Islay per l’European tour dell’anno precedente. Gentlemen, start your engines and let’s taste them.

Kilchoman ‘Rome edition’ single cask Port finish (2016/2024, OB, 54.9%)
Il barile #927/2016, dopo 7 anni di invecchiamento, ha dato 267 bottiglie. Gli ultimi 3 anni è stato fatto un finish in botti ex Porto, la torbatura è cospicua a 50 ppm. C: mogano. N: timidino come chi ai tre giorni cercava di saltare la naja. C’è un senso diffuso ma non esondante di umidità e foglie, mescolato a note più scure, che vanno dal cuoio al cioccolato fondente fino al Vegemite, quell’orrida poltiglia che in certi Paesi anglosassoni spalmano sulle fette biscottate invece della Nutella perché – va detto – se si eccettuano whisky e birra sono Paesi alimentarmente disagiati. La frutta è anch’essa nera, con composta di mirtilli e more e fichi. C’è una nota acidula dal Porto. Col tempo emerge anche un’aria floreale, profumata, di viole, lamponi e pesche al vino. E la torba? Ah boh, forse un filo di fumo sotterraneo, ma c’è talmente tanto barile che passa in secondo piano. P: denso e masticabile, con un peso specifico colossale. Caramello bruciato, liquirizia gommosa, creosoto che arriva alla carbonella… Ed è qui che arriva il porto, col suo carico a coppe di acidità pastosa e dolce, come marmellata di ribes rappresa sulla crostata. In generale è un sorso impegnativo, che allappa un po’ ma che viene tenuto in riga da una bella acidità. Però l’alcol è integrato benissimo e alla fine questo valzer di fichi secchi, nocino e tannini risulta piacevole. F: lungo e vinoso, con marmellate, carbonella e costine di maiale glassate.
Il naso è un po’ chiuso, poi riesce ad esprimersi alla grande. Il finish è fatto proprio bene, il porto si fa sentire (e può non piacere, certo), regalando un equilibrio quasi magico fra dolcezza, acidità e torba. Nessun eccesso tannico, un bel whisky invernale. Resta non per tutti, come sono fisiologicamente tutti i whisky in botti ex vino: 87/100.

Kilchoman European Tour 2023 (2023, OB, 58.5%)
Batch da 3325 bottiglie, curiosamente anche qui mix di botti ex bourbon ed ex porto, anche se ovviamente in proporzioni non paragonabili. C: paglierino carico. N: poco espressivo anche lui. Curioso, non ricordavamo dei nasi così timidi in Kilchoman, forse solo una coincidenza o forse la macumba del fado portoghese… Comunque: qui molta più torba pura, con un senso di fumo di sauna, betulle, baite in Lapponia coi camini accesi. E con della carne di renna appesa ad affumicare. Detto questo, serve dell’acqua per dare vita a queste impressioni, perché a grado pieno risulta ovattato. Con acqua, si apre una parte dolce di caramello, Nutella e frutta essiccata (prugna e papaya) che prima era totalmente nascosta. Brownie al cioccolato un po’ bruciato! P: alcol e burro d’arachidi, la combo da leoni. Non è sgraziato eh, ma si sente il calore. Alla frutta secca grassoccia si abbina olio essenziale di arancia, malto e un bel sale guizzante. Molto burroso, con note di macaron (al limone) e biscotti al burro. Questo fumo dolce ben si combina con un sorso avvolgente, che pian piano acquista note vinose di uvetta e melograno e sfumature vegetali di salvia e tabacco. Mele cotte anche, un filo tannico. Con acqua diventa spettacolare, tutto è più morbido e spunta un senso come di After Eight. Che plot twist! F: lungo, oleoso, con un fumo accennato e una parte più importante di torta al cioccolato, caramello e uvetta. Diluito, si fa più fresco.
Senza acqua è troppo chiuso al naso e un filo alcolico all’ingresso in bocca. Con un filo d’acqua diventa avvolgente come un abbraccio durante un lento, oleoso e molto ricco di sfumature. Epperò loro lo vendono a grado pieno, e a grado pieno non è entusiasmante. Insomma, siamo scissi, diamo un 86/100.
