All’ultimo Milano Whisky Festival ci è capitato di fare un salto al banchetto di Ghilardi, selezionatore bergamasco che da sempre ha cose interessanti e di nicchia. Tra i vari marchi che distribuisce, c’è la seconda distilleria di Skye, ovvero Torabhaig. Ora, da quando Talisker aveva aperto nel 1830, nessun altro aveva ottenuto una licenza sull’isola di Skye. La distilleria, di proprietà di Mossburn, ha aperto ufficialmente nel 2017 e la sua Inaugural release non ci era dispiaciuta. Oggi, con un bel ritardo di 4 anni che comunque per noi è la prassi, assaggiamo la seconda espressione della Legacy Series, Allt Gleann: un single malt da orzo Concerto e Laureate maturato in un mix di first fill e refill bourbon barrels. Il colore è quasi trasparente, pallido.

N: si apre con il distillato sugli scudi, il che è abbastanza normale se si pensa che stiamo parlando se va bene di whisky di 7 anni invecchiato in barili non particolarmente attivi (dal colore, i refill sono più dei first fill). Il fumo è freddo, fa venire in mente panorami novembrini in riva al Mare del Nord. Erbe, finocchietto, erica, alghe, sedano, quelle piante lì insomma, non balsamiche ma quasi medicinali. Ci sono zucchero a velo, qualcosa di frutta gialla (ananas acerbo), mele renette. E l’impasto del pane, con un po’ di vaniglia. Aria di mare.
P: si apre zuccherino, proprio con note di zucchero liquido, pasta di pane dolce, anche una certa cremosità: crema al latte e vaniglia. La frutta è basica, la triade pere-mele-limoni insomma. Questa dolcezza di frutta sciroppata avvolge anche le note di torba, che sono di legna verde bruciata più che altro. Pepe bianco, zenzero. Una buona presenza di oleosità che si adagia sulle labbra e rimane lì.
F: zenzero, zucchero e fumo. Non corto, non complesso, croccante e verde, ancora il sedano.
Un entry level giovane ma ben fatto, equilibrato, in cui i barili sembrano pensati per accompagnare il distillato, e non per mascherarlo. Come dovrebbe essere, ma come non è troppe volte. Non è un capolavoro di complessità, ma è solido, centrato su 3-4 elementi aromatici che non tradiscono e che lasciano una bella sensazione. La sensazione che fra qualche anno Torabhaig sarà un grande whisky. Per ora, per forza di cose e di gioventù, è solo piacevole e ben fatto: 83/100. Lo trovate anche qui.
Sottofondo musicale consigliato: Fugazi – Burning
