A metà settimana ci sentiamo così mesti e sconfitti dalla pesantezza dell’esistenza da necessitare un’iniezione di dram ad alto grado. E dunque ci buttiamo a capofitto in una doppietta di sherroni cask strength. Andiamo su due mostri sacri e iniziamo con GlenDronach, nella fattispecie il Batch 10, che invecchia in botti ex PX ed ex Oloroso. Vi abbiamo detto che siamo mesti, quindi non ci dilunghiamo neanche con le nostre consuete pippe saccenti. La vita è il nemico. E il colore è un rame carico.

N: sporco che più sporco è difficile. Si apre con della carne teriyaki, salsa worchester, aceto balsamico tradizionale di Modena, anche qualcosa di mangime dei pesci. Insomma, è una poderosa batosta di sensazioni acide, umami e carnose. Come benvenuto non esattamente un caloroso abbraccio, piuttosto un dito in un occhio. Col tempo si normalizza (un po’, non del tutto), spunta il legno del PX (nocino, sticky toffee pudding), marmellata di ribes rappresa, prugne sunsweet, datteri super essiccati. E’ molto rappreso in generale, poco succoso. C’è poi una dimensione di foglie (di tabacco, ma anche di sottobosco umido) e per rimanere int ema di umidità ci ricorda certe cantine gocciolanti. Succo di arancia rossa, mela rossa nel toffee, uva sultanina ammollata nel rum… Tantissima roba, non tutta ordinata però. Il bicchiere vuoto (anche dopo essere stato sciacquato) profuma di pop corn.
P: eh in bocca invece è un animale indomito ma affidabile. Nel senso che è proprio quel che ci si aspetta: una bomba di sherry ad alto tasso di intensità. L’ingresso è piuttosto dolce, con le stesse suggestioni del naso: uvetta, prugne secche, albicocche secche, datteri. Una valanga di spezie invernali, chiodi (di garofano) che manco sulla croce di Cristo ce n’erano tanti, e parecchia cannella. Non vira precisamente al secco, semplicemente la zuccherinità si stempera in una dimensione più scura, di cioccolato fondente e Vegemite, con tracce di caffè corretto al maraschino. Non lo corregge nessuno col Maraschino? E voi chi siete per vietarlo? Ma come vi permettete! Un po’ la gioventù si sente, soprattutto verso il finale…
F: …che è ancora una volta coerente, senza più traccia delle note sulfuree del naso ma con un accenno metallico, come di rame scaldato. Un filo d’acqua porta chinotto e altri accenni amarognoli (genziana).
Nerboruto e molto solido, non ha una enorme evoluzione nel senso che al netto delle note off che pian piano si attenuano, per il resto parte in un modo e arriva nello stesso. Il PX, la gioventù e il grado non sono esattamente dei facilitatori di bevuta, per cui non aspettatevi di sorseggiarne spensieratamente una bottiglia. No, è un whisky dal grande peso specifico, fin troppo mastodontico a dire il vero: 83/100. In giro si trova anche il batch #9.
Sottofondo musicale consigliato: Metallica – Frantic
