Ieri avevamo voglia di una botta, tipo Uma Thurman in Pulp Fiction. Solo che abbiamo i piedini meno curati e meno propensione per le droghe pesanti, quindi ci siamo accontentati di buttarci sui gradi pieni. Il Glendronach non ci ha proprio curato il male di vivere, quindi assumiamo subito un’altra dose con la seconda edizione del Bunna 12 anni cask strength. Che – recita l’etichetta – è “sherried, spicy and unpeated”. Il colore è ancora rame, forse più chiaro del Dronach.

N: esistono gli sticky toffee pudding alle olive nere? Probabilmente no, ma solo perché l’umanità ha poca fantasia. Il naso si apre abbastanza bizzarro, con note di olio (olio di sesamo, ma anche olio sintetico) e un tocco pungente di aceto di Xerez. Ci sono poi frutti disidratati, tipo mirtilli rossi ed uvetta, ma più che altro ricorda quei crostini inglesi che si usano per accompagnare i formaggi. Vinosetto, umami il giusto (la salamoia delle olive, dicevamo). Panettone marittimo. Con acqua butta fuori parecchia liquirizia.
P: sembra di essere su un triciclo nel mezzo dell’uragano Katrina, non è che hai tanto a cui aggrapparti, sei destinato a farti trascinare via. Sherry possente e feroce (più PX che Oloroso, diremmo), con sciroppo d’acero, sugo delle ciliegie sciroppate, ma anche tanto legno umido, uvette bruciacchiate, tabacco da sigaro, olive nere al forno, chinotto… La parabola del palato è chiara: dolcezza sticky, vampata di alcol, legno e spezie a nastro, infine note amarognole. L’alcol è ben integrato, ma non pensatelo innocuo, anzi. A un certo punto spunta anche del caffè fruttato. La diluizione gli dona, lo rende più amichevole senza sottrargli ricchezza: una gioia di praline al cioccolato e caffè.
F: astringente, bruciacchiato, salatino. Ancora crosta di panettone con uvette, chiodi di garofano, tabacco. Con acqua domina un finale di arancia amara ed rabarbaro.
Decisamente meglio del Glendronach Cask Strength che abbiamo bevuto ieri. E direte voi: certo, ha 12 anni, mica è un NAS. Buona osservazione, siamo fieri di voi! La composizione dei barili non sembra molto diversa, il PX spinge anche qui, eppure forse il carattere isolano riesce ad alleggerire il tutto, a rendere la bevuta più agile rispetto al pachidermico collega delle Highlands. E poi, il naso non è sfidante come nel Glendronach. E anche il finale è più piacevole. E… e insomma, 86/100.
Sottofondo musicale consigliato: Reignwolf- Wanna don’t wanna
