Venghino, siori, venghino! Solo per stasera in città! Venghino a vedere il giornalista barbuto e il notaio in gessato, il Bombana-cannone e lo Jacopo ventriloquo che fa parlare la sua gastrite! Venite a vederli mentre si beano con un imbottigliamento di uno dei più squisiti, eleganti, competenti, raffinati, simpatici e distinti protagonisti della scena del whisky italiano degli ultimi quarant’anni. Venite a vederli bere e recensire un Miltonduff 22 anni del mitico Nadi Fiori. Non ve ne pentirete.
Come dite, volete i pagliacci? Ebbene sì, allora siete nel posto giusto, chi più pagliaccio di noi? Il colore è vino bianco.

N: chiudete gli occhi e pensate a quando prendete un’albicocca e la aprite con le mani, rompendola con i pollici: ne esce un profumo inconfondibile, succoso. Ecco, è il primo naso di questo whisky. Che è immediatamente estivo: albicocca in macedonia, pesca sciroppata, nespola soda, ma anche qualcosa di tropicale, tra mango e ananas in scatola. Alcol inesistente: sarebbe da mettere in tetrapak e darlo ai bimbi al posto dei succhini di merenda a scuola. Di sicuro ha meno conservanti. Fresco, con un lieve senso di legno chiaro, vaniglia, clementino. Ma non è tutto, c’è anche una punta di cera che sconfina nel propoli, con una lontana mineralità. Screziature di pompelmo e frutta secca (anacardi). Gesù, che spettacolo per soli 46%.
P: è accettabile ricopiare le note del naso? Perché è incredibilmente coerente, stesse suggestioni e stessa evoluzione. Se vogliamo trovare una differenza, il palato fa emergere nella seconda metà i segni del tempo, con un legno balsamico elegante, che porta anche note di liquirizia e caffelatte. Altra cosa che al naso non si poteva notare (non abbiamo le narici prensili) è la consistenza, la texture: che è vellutata, con una cremosità mai stucchevole di agrumi (cedro, sorbetto) e panna. Perché sì, riesce a essere sia sapidino che oleoso, ricco.
F: lungo e pulitissimo, crema di frutta, zenzero e spezie del legno. Minerale, secco e quasi frizzantino.
Spettacolare, davvero, un piccolo capolavoro. Nadi ha sempre voluto imbottigliare a 46% perché ha sempre voluto che le sue bottiglie venissero bevute, non collezionate, e a 46% la bevibilità è ovviamente maggiore che non a grado pieno. Qui l’impressione è che il malto fosse bevibilissimo anche a grado più alto, ma così trova un punto di equilibrio miracoloso. I whisky “estivi” di solito sono freschi ma leggeri, un po’ innocui. Questo è estivo ma pieno, non stanca mai, avvolge il palato. Sapete cosa? Fa sorridere. E se un whisky fa sorridere non è solo buono: 91/100. Ps. Aggiungiamo questa riga mezz’ora dopo averlo finito: il sorriso non se n’è ancora andato e il palato è ancora tutto avvolto dalle frutte…
Sottofondo musicale consigliato: The Police – Every little thing she does is magic
