Il molto onorevole Claudioriva San, samurai della Brianza in missione mondiale per conto del whisky, non smette di inventarsi cose nuove. Così, dopo la scorpacciata di whiskey americani del master, ne ha organizzato uno dedicato al Giappone. Che ovviamente il nostro Corrado ha seguito con l’attenzione del secchione totale. Ma siccome Corrado è un po’ il Garrone del Libro Cuore di tutti noi, con la generosità che lo contraddistingue ha condiviso con noi i suoi samples. Oggi iniziamo la cavalcata verso il Sol Levante e lo facciamo con un imbottigliamento particolare, ovvero la riedizione del Nikka Super. Che giusto per capirci è quella bottiglia demodé che sembra uscita dal magazzino di un rigattiere con l’Alzheimer. Un motivo c’è, per il packaging così vecchio stile: infatti il Super era un blended storico, lanciato tra il 1961 e il 1962 in memoria di Rita, la moglie scozzese di Masataka Taketsuru (che non abbiamo voglia di raccontarvi per l’ennesima volta chi sia, googlatelo). Negli anni la ricetta di questo “rare old” è cambiata tre volte, ma rimane alta la percentuale di malto – soprattutto da Yoichi. Botti ex bourbon ed ex sherry. Il distillato qui dentro non proviene solo dal Giappone.

N: può un whisky avere un naso coccoloso? Nel senso che è morbidissimo, come un peluche. Ondate di miele, toffee e mela cotta introducono anche note di pasticceria, tra marzapane e pan di spagna imbevuto nel rum. Caramelle Rossana, anche. C’è un senso di tepore, confortevole: legno caldo aromatico, crema alla vaniglia del Madagascar, caffè d’orzo zuccherato. Con qualche goccia d’acqua si spalanca ulteriormente la pasticceria e spuntano speziette e un tocco balsamico.
P: il legno qui è più presente, Corrado ci butta lì “asse di legno di castagno” con la competenza in falegnameria di un Mastro Geppetto. Di certo è meno piacione, quasi con qualcosa di amarognolo e balsamico, che ricorda la resina. Prugna secca, pepe nero, cacao in polvere. La frutta è meno individuabile (forse melone e té alla pesca). L’alcol pizzica un po’, ma senza essere fastidioso. Con acqua si fa troppo blando, ma si imbizzarrisce la parte acida di prugna gialla e nespola.
F: un filo di fumo – il malto Yoichi… – si alza, come un sigaro semispento. Cacao e legno. “Non lungo ma masticabile” dice Terziotti. Siamo d’accordo ed evitiamo battute.
Il suo mestiere lo fa senza che nessuno se ne possa lamentare. Per essere un blended, è non solo assai beverino, ma anche relativamente complesso, con quell’accenno di torba a chiudere un carnevale di dolcezze assortite. Ecco, forse il palato è la parte meno riuscita, con un apporto del legno inaspettato. Ma un 83/100 se lo merita.
Sottofondo musicale consigliato: Supergrass – Pumping on your stereo
