Cosa sarà mai questo “J&G Grant”, distillato nel 1967 nel “Glenlivet District” e imbottigliato dopo 5 anni di invecchiamento? J&G Grant è il nome della compagnia proprietaria di Glenfarclas: è un’azienda familiare, ma è pur sempre un’azienda, di proprietà della famiglia Grant – e tutti i membri della famiglia si chiamano quasi irrimediabilmente John o George. Se poi leggiamo in etichetta che il whisky è stato distillato a Ballindalloch, beh, gli indizi sono ormai fin troppi per avere dubbi. È Glenfarclas! Questo imbottigliamento ci riporta ai magnifici anni ’70 e ’80, quando spopolavano i Italia gli scotch, spesso molto giovani, spesso millesimati: qualcuno ha in mente il Glen Grant 5 anni col vintage, vero? Beh, dobbiamo ringraziare Enrico Gaddoni, amico ed esperto di “bottiglie vecchie”, che tempo fa ci ha inviato questo sample, insieme a un’altra cosa rarissima e speciale che – lo confessiamo – non abbiamo ancora avuto il coraggio di assaggiare. Prima o poi lo faremo!, ma intanto via con questo.

N: ah, quanta piacevolezza, quanto ci si sente a casa con questi profili di whisky ‘normali’ di ormai quarant’anni fa… Tutto è all’insegna del velluto, della morbidezza accogliente: frutta fresca, esuberante e matura (frutta gialla soprattutto, mele e pere), poi una nota di orzo caldo, di corn flakes. E come tacere di quelle note (qui leggere ma presenti) di cera, quella sorta di patina d’antan, da mobili vecchi… C’è un che di agrumato, diremmo quasi yogurt agli agrumi, forse perfino lime candito. Fantastico.
P: il corpo ovviamente è un po’ debole, si perde via così, e avrà perso un poco in gradazione. C’è però quella nota di cereale dolce-amaro, zuccherino e beverino. Una bella mineralità, senz’altro, con solo qualche sentore erbaceo che si ferma appena prima della frutta secca. La frutta qui recede, diremmo “un ricordo di pere”.
F: piacevole, semplice, mele e cereali.
Se vogliamo trovare un difetto a questo whisky, il palato ci pare un po’ troppo amaro, ma è una cosa che accade spesso con i malti di un tempo, è possibile che abbia perso qualcosa in quasi quarant’anni di vetro… Chiarito ciò, non possiamo non inchinarci di fronte a un naso davvero incantevole: e si ricordi sempre, sempre!, che questi erano imbottigliamenti iper-commerciali, fatti solo per essere bevuti senza pippe e senza pensieri. Il naso va premiato, il resto va analizzato obiettivamente e quindi 83/100. Grazie infinite a Enrico per il sample!
Sottofondo musicale consigliato: Kendrick Lamar – Sing about me, I’m dying of thirst.
