Eccoci arrivati al gran finale della sarabanda, ci mancano solo i due imbottigliamenti più incredibili della serie Artist di quest’anno. Tra gli otto single cask di Nikka selezionati dalla francese Maison du Whisky spiccano infatti i due barili più vecchi mai venduti dal colosso giapponese: un Miyagikyo e uno Yoichi di 40 anni. Oggi tocca al primo, prodotto nella seconda distilleria del gruppo, aperta a Sendai nel 1969. L’American oak puncheon #78858 è stato distillato nel 1986, mentre Maradona segnava di mano a Shilton ai mondiali messicani. Ce ne sono in commercio 174 bottiglie e il colore è un’ambra carica.

N: incredibilmente pimpante e aromatico, per un 40 anni è un primo naso sorprendente. C’è questa carica concentrata di sentori uber-fruttati, ovvero una frutta trasfigurata dal tempo in botte che ha perso il suo profilo specifico: provate a immaginare un iper-frutto esterificato con note che vanno dalla pesca tabacchiera al mango, dal passion fruit all’acqua di cocco. Il tutto avviluppato in uno strato di propoli, toffee e caucciù. Molto complesso, cambia tonalità col passare dei minuti: ci sono guizzi erbacei e balsamici (verbena, camomilla, acetosella), sentori floreali (rose, narghilé), ma anche una dimensione più profonda vagamente salata, tra tahina e miso. Curcuma e un filo di fumo che si fa più evidente con una goccia d’acqua. Il ventaglio delle suggestioni è infinito.
P: intenso e con subito una nota così caratteristica da inchiodarsi nella memoria sensoriale: un che di luppolo, di resina leggera e fresca. Questa elegantissima sensazione balsamica – che già avevamo colto all’olfatto – mantiene in tensione anche il palato: radici, rabarbaro e caramella Ricola ai frutti neri fanno da contraltare a un legno nobile mai troppo invasivo e a una frutta secca oleosa che regalano un mouthfeel pieno e quasi masticabile. Ripetiamo: la vivacità è impressionante, è come se tutto si muovesse, siamo lontani anni luce dai quarantenni bolsi e seduti. Qui c’è spezia (pepe bianco e cacao), c’è tannino (foglie di té), ma tutto è fresco e guizzante.
F: lunghissimo, adamantino della sua eleganza: l’oleosità di arachide richiama il cocco essiccato, arriva del pan di zenzero, la spezia e il té (forse té affumicato?) prolungano la goduria all’infinito.
Eh, siamo nell’empireo, siamo al 93/100. Non è per nulla comune trovare un whisky invecchiato 40 anni ancora in grado di agitarsi nel bicchiere e danzare una rumba di sensazioni vivide sia al naso sia al palato. Siamo di fronte a un whisky puro e labirintico, che spicca soprattutto per la freschezza balsamica e che lascia in mente l’impressione di grandezza nobile.
Sottofondo musicale consigliato: Cake – Love you madly
