Scusate l’assenza, ma anche noi nel nostro piccolo ogni tanto oziamo. O meglio, sarebbe più corretto dire che ogni tanto lavoriamo e normalmente oziamo, ma tant’è. Ci eravamo lasciati recensendo un whisky a motore (il Chivas Regal “Charles Leclerc edition”) e riprendiamo con un altro. Nel bicchiere abbiamo infatti il Glenfiddich 16 anni realizzato in collaborazione con Aston Martin, il marchio britannico che già aveva unito il suo logo a una serie – oggettivamente dimenticabile – di Bowmore. Vediamo se il re dello Speyside, il single malt più venduto al mondo, avrà un miglior destino. Il whisky matura in botti di rovere americano ex vino e vergini e in barili ex bourbon di secondo riempimento. Il colore è oro carico.

N: morbidoso e avvolgente, di una facilità disarmante. C’è un mix di ortofrutta e dolciumi delle streghe che incantano i bambini nelle favole per poi cucinarli in pentola: mele, pere, pesche bianche sciroppate, vaniglia. E ancora dei dolci più elaborati, dallo strudel al pan di Spagna. Tutto è abbastanza delicato ed effimero, non c’è intensità, solo morbidezza. Il legno vergine si traduce in vaniglia e crema di frutta, non c’è nulla del tannino ipotizzabile in botti ex vino, che però regalano una sfumatura di uvetta e spezia leggera.
P: attacca un filo acquoso, poi qui entra in scena una spezia più decisa comandata dallo zenzero, piuttosto piccante. La gamma degli aromi è la stessa del naso, quindi vaniglia (gelato con sopra la salsa al caramello), frutta cotta e un certo malto piacevole. La differenza sta in una generale maggior asciuttezza, dettata dai barili ex vino. Ecco, nella frutta compare anche la banana, alla lontana. Da un 16 anni forse ci saremmo aspettati qualcosa in più, resta piacevole ma innocuo.
F: corto, con zenzero, marzapane, un botto di cioccolato al latte e miele.
Morbido, timido, discreto. Un compitino ben eseguito ma senza particolari spunti né in termini di potenza, né di originalità. Un whisky hic-et-nunc, da bere ora, senza grossi pensieri, per una carezza gentile senza amore. Un whisketto la cui utilità è tutta da definire, mentre sulla cui bevibilità non si discute. Se sia sufficiente, lo deciderà il santo bevitore che lo assaggerà. Noi ci fermiamo a 83/100.
Sottofondo musicale consigliato: Bob Dylan – Every grain of sand
