Per chiudere la settimana lavorativa non c’è niente di meglio di un dram serale come si deve. Oggi dall’armadietto delle meraviglie peschiamo un dram della serie “Old & Rare Platinum” di Hunter Laing, imbottigliatore indipendente con sede a Glasgow che nel 2014 è diventato anche distillatore, quando ha aperto su Islay l’impianto di Ardnahoe. Ci versiamo quindi questo Balblair del 1990, invecchiato per 34 anni nel refill barrel #124. Il colore è un oro scuro come i dobloni dei forzieri dei pirati.

N: basta versarlo per essere invasi da quello che per noi è “il marchio della grandezza” di un whisky. Ovvero quella frutta cerosa, matura, tropicalissima e inebriante che si sprigiona da certi invecchiamenti notevoli in botti ex bourbon. Basta lasciarlo nel bicchiere 30 secondi e appoggiarlo sul tavolo che – anche con le finestre aperte – si diffonde un delizioso sentore di mango, papaya, pesca e tanto melone. Non è semplice individuare i singoli frutti perché tutto si amalgama, in un succo raffinato e favoloso. Da vicino è ancor più convincente, si colgono bagliori di mineralità, qualcosa di gesso, del lime maturo coi suoi olii essenziali. Il legno ha fatto un lavoro sopraffino senza fare il protagonista, c’è una patina di olio di lino, qualcosa di lucido da mobilio, propoli… Più ci immergiamo il naso, più cose spuntano: dei fiori recisi (i lilium…), arancia navel, un accenno di macis. Naso epico, forse si mantiene un filo troppo delicato nell’insieme, ma siamo seri: è un naso clamoroso. E più passa il tempo più profuma di pandoro e meraviglia.
P: Dio nostro, scusaci per tutte le volte che ti abbiamo nominato invano. Un palato che concilia con il mondo, si apre vellutato con un’altra nota che ci ossessiona: i succhi di frutta con il latte, setosi, cremosi. Di nuovo mango e papaya, qui con maracuja per un twist più funky. Incredibile come anche qui il barile sia stato straordinariamente rispettoso, il distillato è evoluto senza spinte eccessive, cresciuto sano e maturato come un adolescente che diventa uomo. C’è un magnifico burro fuso, con un che di nocciola e mandorla, della spezia lieve (zenzero e noce moscata). Il secondo palato è quasi salatino, con accenni di magnesia e cera. Si adagia sul palato con grazia e non se ne va.
F: macadamia, frutta tropicale e mix di frutta a guscio salata. Ceroso senza essere mielato, un burro sapido ed esotico chiude la sarabanda.
Saremo sensibili al fascino di Balblair (infatti ne abbiamo imbottigliato uno), ma siamo in visibilio: per noi è un 92/100 completo e ben meritato, tutto centrato sulla splendida frutta e la setosità del palato. Entusiasmante per chi adora gli invecchiamenti cospicui in ex bourbon, non solo non ha difetti, ma nonostante il grado basso rimane lungo e incisivo. Non è un mostro di complessità, ma oggettivamente non c’è neppure bisogno di complicarsi la vita e la bevuta se la qualità è così alta.
Sottofondo musicale consigliato: Paolo Conte – Tropical
