Non si molla di un centimetro nella trincea delle Diageo Special Releases 2025. Dopo i primi due imbottigliamenti – i fantastici Clynelish e Dailuaine – arriviamo sull’isola di Oban per abbeverarci del succo della distilleria locale, entrata solo recentemente in pianta stabile tra gli imbottigliamenti SR. Quello di quest’anno è “un Oban all’ennesima potenza”, almeno nell’idea dei signori di Diageo. I quali hanno utilizzato barili ex Bourbon first fill, quindi ci aspettiamo una bella bestia isolana con un lato dolcino. Una specie di orca assassina coccolosa, tipo Free Willy. Il colore è paglierino dorato.

N: che bella aria di mare quando prendi il traghetto e vuoi stare sul ponte a fare le foto ma ti si congelano le nocche. Insomma, fresco e minerale, che tradotto in note significa lime, gesso e stireria. C’è un filo leggero di fumo che aleggia fra note di frutta bianca, mela Fuji croccante. La parte minerale invece prende le sembianze del metallo, della salamoia e del burro sciolto. Col tempo il barile si fa più evidente: pandoro con zucchero a velo mentolato. Con acqua si fa ancor più balsamico e con una bella cedrata goduriosa.
P: carico di vaniglia e burro salato, un filo allappante al primo sorso ma poi si viaggia più spediti. L’alcol è perfettamente integrato, dateci degli squilibrati (cosa che difficilmente è negabile…) ma ci sentiamo quasi una nota di patatine fritte, amido e sale insomma. Un accenno di torbina e un mix molto yellow di banana, limone e bucce di mela introducono un retrogusto di grande sapidità, con nocciole salate da aperitivo, pesce bianco e un che di candela. Sì, noi all’aperitivo mangiamo olive, pizzette e candele, e allora? Ancora le mele, essiccate e aromatiche, e un guizzo zenzeroso e di liquirizia. Con acqua si fa più dolce, quasi cremosino: brioche al malto.
F: un accenno di fumino e ancora quel mix di nocciole salate, vaniglia e burro salato. Ciottoli bagnati dal mare che prolungano inaspettatamente il finale.
Non è il più complesso della compagnia, ma è il più simpatico che ci sia, come il Riccardo di Giorgio Gaber. Pulito, preciso, ordinato e classico: unisce una fiera dimensione costiera (nomen omen) alla morbidezza del barile. Con acqua si fa estremamente beverino, quasi pericolosamente beverino diremmo noi. Premiamo questa agilità di beva e questo equilibrio perfetto: 88/100.
Sottofondo musicale consigliato: British Sea Power – Fire escape in the sea
