
Siccome nel mondo del whisky quello più sano è fuori come una fioriera di gerani, capita anche questo. Ovvero che al Roma Whisky Festival il nostro impareggiabile Corrado sia andato a zonzo a mietere samples e abbia incrociato lo stand di Zio Whisky, dietro il cui marchio di gusto familiare si cela il portale di Armin, giovane ed entusiasta appassionato del re dei distillati. Ecco, Armin, sfoggiando la classica creatività altoatesina, ci ha dato un sample misterioso, senza dirci neppure se fosse single malt, rum, armagnac o St. Magdalener. Il patto è che noi lo recensiamo alla cieca esponendoci al concreto rischio di scrivere cazzate, e lui ci dirà poi di cosa si trattasse. Noi ovviamente lo facciamo perché non sappiamo resistere al richiamo della potenziale figura da cioccolatai. Il liquido è di un bellissimo mogano rossastro, il colore delle lenzuola che hanno conosciuto l’amore.
N: se ti piace la frutta, annusatela tutta, come diceva uno spot di quando eravamo pivelli. E questo è un vero e proprio vaso di Pandora di frutta, soprattutto rossa, sicuramente processata. Prugne cotte, prugne in confettura, gelatina di ciliegia, ripieno dello strudel con le sue belle mele annegate nella cannella… Il grado ci pare ridotto, quindi se dovessimo scommettere diremmo che non è cask strength. Poi che altro: cuoio e legno, polvere e fiori essiccati. Melassa, caramello e candela spenta. L’invecchiamento – ma ce lo diceva anche il colore – sembra importante. Il naso non è un caterpillar, ci sono leggerezza e delicatezza di spezie. Uno di noi ha un’idea, ma non la diremo adesso…
P: parte con un’intrigante nota di rovere bruciacchiato, qualcuno da lontano, come dal regno di Mordor, sussurra una parola magica: “torbatinooooo…”. Chi lo sa, forse è davvero solo il barile super-tostato, forse davvero c’è qualcosa di torbato. Pesche cotte nel vino, noci, di nuovo prugne. Proviamo a fare ordine: il corpo non è possente, ma una certa spalla oleosa si fa apprezzare. Legata a questa sensazione c’è anche una nota di ingranaggi, che si mescola con il tabacco, il legno, gli olii essenziali di arancia. Sesamo, anche. Col tempo vira sull’astringenza, ma senza risultare acuminato e respingente. Un dubbio ci coglie: siamo sicuri che non sia colorato artificialmente? Ah, saperlo…
F: old bottle effect, zenzero, anice stellato e sigaro. Lungo e signorile.
Consci del fatto che potrebbe essere pure un Estathè alla pesca invecchiato in comodini dell’Ikea, ci buttiamo e spariamo: per noi è un vecchio blended con una buona percentuale di malto, in parte anche torbato. Un whisky che ha perso gradi ma ha abbastanza struttura da resistere al tempo. Corrado butta lì un “White heather” degli anni ’80. Non sappiamo, ma per noi si viaggia intorno agli 86-87/100. Almeno concedeteci di restare un po’ più laschi del solito, che qui è difficile…
Sottofondo musicale consigliato: Beach Boys – God only knows
