Nel 2021 Salvatore Mannino aveva pensato di omaggiare la prima edizione della Whisky Week di Como con una bottiglia del cask 136 di Karuizawa, imbottigliato nel 2014 per La Maison du Whisky. Noi l’avevamo bevuto in elicottero (ehm, scusate, sapete come siamo noialtri, umili) e ci aveva commosso – quando ne abbiamo intercettato un sample, a distanza di oltre un anno, non abbiamo saputo resistere alla tentazione di rivivere quell’esperienza, anche se certo il salotto di casa non è esattamente un elicottero sul lago di Como. Botte ex-sherry, distilleria che-te-lo-dico-affà, bando alle ciance.

N: una delle cose più inusuali e strane che abbiamo incontrato di recente. Ci sono note “grasse” e dolci da bourbon, con noce di pecan, burro di arachidi salato, ma c’è anche una punta balsamica curiosa, con tè nero overinfuso, pepe nero, genziana, ginepro bruciato, cenere di pineta (cos..?). Incenso e legno di sandalo, carta di Eritrea, poi una frutta matura, in composta anzi, che potrebbe essere datteri e fichi, o prugne dolci. Emozionante questa complessità. Cera e vernice per legno, e un distante senso di chiesa (ok, era l’incenso, ma anche una pietra umida e che non vede mai il sole). Sarà la suggestione giapponese, ma c’è un diffuso senso di umami.
P: l’emozione umamosa prosegue al palato, con un primo impatto che è l’unione beffarda di alga nori croccante e liquirizia liquida, di fichi secchi e cenere, con un retropensiero (ok le sinestesie normali non bastavano?) di tè Lapsang Souchong. Lo sherry si sente di più che non al naso, con un mix old school di liquore di uva spina e legno, affianco a coltellate balsamiche ancora di genziana, di ginepro, di erbe aromatiche bruciate e poi salate. Non c’è fumo vero e proprio, da Islay per intenderci, ma il Lapsang Souchong ancora la fa da padrone. Tabacco, un sigaro antico.
F: intensissimo, lunghissimo, una prima illusione di astringenza spazzata via da una frutta essiccata imperiosa e sempiterna, poi ancora liquirizia salata, tè, un ricordo di vecchie Chartreuse.

il modesto e tenero padre che conoscete oggi
Grazie innanzitutto a Salvatore per averne portata una bottiglia, due anni fa, alla prima Whisky Week di Como. Ci era parso eccellente lì, ma l’avevamo assaggiato di fretta, o meglio: di puro edonismo. Avendo avuto la fortuna di mettere le mani su di un sample a distanza di tempo, non possiamo che sentire ancora più forte la riconoscenza per quel gesto. Uno stile semplicemente unico, con un legno certo non timido che battaglia con un distillato altrettanto assertivo, per un risultato semplicemente glorioso. Grazie Karuizawa. 93/100.
Sottofondo musicale consigliato: Bloc Party – Helicopter
