Dingle single suona deliziosamente cacofonico, un po’ come Humpty Dumpty, Marcella Bella e la Rumble in the jungle di Mohammed Alì. Per chi riesce a pronunciarlo veloce, in premio una piccola presentazione di questa distilleria irlandese, che potete trovare qui. Ad ogni modo, nel bicchiere oggi abbiamo il primo single malt di larga circolazione (e non in small batches) prodotto nello stabilimento, nato dall’esperienza del birrificio Porterhouse brewing company. Distillato tre volte come da tradizione irlandese, maturato in un mix di barili first fill ex Pedro Ximenez e bourbon, è stato rilasciato in 50mila esemplari. L’età non è dichiarata, ma dovrebbe contenere liquido di 6/7 anni. C’è curiosità, c’è fermento, pimpiripettenusepimpiripettepam.

N. eh, la gradazione più alta del normale, che noi di solito applaudiamo sempre, qui spara un po’ di alcool e smalto. Insomma, il primo naso è pungente, dominato da una pera croccante e acerba (non sugosa) e da pompelmo giallo. C’è poi un senso di cereale dolce, come di biscotto Zalet, e un accenno di dolcezza da PX: acqua di rose, dolcetti di mandorla e fichi. Un olfatto abbastanza magro, dove pian piano si fanno strada le spezie del legno, diremmo spezie mediorientali.
P. ancora alcolico, ma più dolce rispetto all’olfatto. Si apre su sciroppo e caramello, compare un cioccolato al latte con parecchio cocco (caro, vecchio Bounty, quante carie ci hai fatto venire alle medie). Di nuovo spezie piccanti, zenzero e pepe bianco. Il corpo è consistente, l’effetto è gradevole, c’è anche una discreta dose di frutta, con albicocca e mandarino. L’effetto delle botti sherry qui è più evidente.
F. ancora dominato dalle spezie, zenzero, cannella, pepe. Pesca e cioccolato, meno dolce.
Se il primo naso è il biglietto da visita di un whisky, qui occorre uno sforzo per non piantarlo subito in asso. Ma se si va oltre quel senso alcolico, si scopre un whiskey interessante, forse non monolitico ma curioso. Un Irish con parecchi muscoli sotto forma delle spezie abbondanti dovute ai barili first fill. Non ci viene voglia di correre nella penisola di Dingle ad acquistare tutto lo stock, ma neanche ci viene voglia di farla brillare: 82/100.
Sottofondo musicale consigliato: Vinicio Capossela – Pongo sbronzo
