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Redbreast 12 yo (2019, OB, 40%)

redbreast-12

Torniamo nella sempre deliziosa Irlanda e lo facciamo vestendo i panni per noi inusuali degli ornitologi. Scappiamo dai piccioni di piazza Duomo che dal primo lockdown hanno messo su una spocchia e una ferocia da Velociraptor e andiamo in cerca di deliziosi pettirossi. Redbreast è un marchio storico del whiskey irlandese, forse il più esemplificativo dello stile “single pot still” (un mix di orzo maltato e non, distillato in alambicco discontinuo), considerato il più Irish di tutti gli Irish. Riassumendo un secolo abbondante in tre righe, “Redbreast” era il soprannome dato nel 1912 al “JJ liqueur” whiskey 12 yo, prodotto dal mercante di spiriti W&A Gilbey con liquido proveniente dalla distilleria Jameson di Bow street, a Dublino. Dal 1971, dopo la chiusura della distilleria nella capitale, il whiskey alla base di Redbreast viene prodotto alla New Midleton distillery, vicino a Cork. Nel 1985 Gilbey cessò la produzione, cedendo il marchio ad Irish Distillers. Che nel 1991 lo rilanciò con un 12 anni. Oggi il core range riunisce anche un cask strength, un 15 anni e un 21 anni, oltre ad altre edizioni limitate. Noi ci armiamo di richiamo, binocolo da birdwatching e molta sete e ci dedichiamo all’entry level, invecchiato in bourbon e sherry. Ah, una cosa: avete visto la nuova sezione sul sito dedicata al whiskey Irlandese? E avete visto che c’è anche un nuovo gruppo Facebook per parlare di Irish e Irlanda? Beh, sapevatelo.

N: che florilegio eccellente di frutta! Stupisce la freschezza e la croccantezza di pesca e arancia Navel succosa. Veramente fragrante, con anche mele (sia fresche che torta di mele) e un che di lamponi. Accanto, emerge morbida una dolcezza più cioccolatosa, tra Bounty, uvetta e miele millefiori. In generale, è molto aromatico e anche quasi floreale, ma non chiedeteci che fiori sono. Fresco e ricco, con un che di marzapane. In un naso molto compatto si staglia orgoglioso il cereale. E non dimentichiamo un lato golosamente burroso.

P: ancora suadente, fruttato e ora anche cremosissimo: succo di pesca e mango (di quelli con il latte), cereale, cioccolato al latte e toffee. Una morbidezza voluttuosa e intensa, incredibile che sia imbottigliato a soli 40%. Stavamo dimenticando l’immancabile arancia, sia buccia sia polpa. Ancora miele a cucchiaiate. Meno fresco rispetto al naso e forse meno Irish. Candito liquido, e anche stavolta abbiamo dato vita a un unicorno sensoriale.

F: sorprendentemente finisce secco e speziato, zenzero in polvere. Mandorla lievemente amara.

Prima medaglia: a 40% è incredibile la ricchezza e l’intensità, ai limiti del miracolo. Seconda medaglia: la beverinità. Andrebbe venduto con sopra un cartello “Attenzione, potreste finire la bottiglia prima di sedervi a tavola” (uno di noi lo ha fatto). Terza medaglia: riesce ad equilibrare dolcezza, freschezza e un finale più secco e speziato. Tre medaglie per un voto, che è 86/100. In vendita online, tra gli altri, su Whiskyitaly.

Sottofondo musicale consigliato: Flogging Molly – Drunken lullabies

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