
Sabato scorso il dio whisky ha visto celebrarsi l’ennesimo rito in suo onore, rito officiato da Claudio e Davide, ospitato dal conclave del Sacile Team per l’immensa gioia di tutti noi, vestali del forum. La liturgia del culto ha previsto sei whisky assaggiati ‘blind’ dai presenti, con annesso gioco a premi (ché una ricompensa postuma è un classicone di ogni mistica): se volete leggere resoconti dettagliati, guardate qui oppure qui. Noi (per una volta presenti in formazione completa) ci limitiamo a ringraziare i maestri di cerimonia e tutti gli amici che a ogni evento ritroviamo: siamo sempre di più e sempre più uniti, gaudio e giubilo e cuoricini. Avvertiamo che i malti assaggiati erano sei imbottigliamenti ufficiali del Feis Ile 2013 (qui le varie puntate del resoconto di Davide): li scopriremo insieme giorno dopo giorno. L’unico che abbiamo già bevuto in passato era il famigerato Ardbog (qui le nostre impressioni). Andiamo con ordine sparso, iniziando da quello che più è stato apprezzato dai presenti: trattasi di un Caol Ila, invecchiato per 15 anni e caratterizzato da una tripla maturazione particolarmente complessa e -diciamo pure- oscura: 1) botti varie, sherry, bourbon, tutte refill 2) botti molto attive (? ci ‘puzza’ di new oak) 3) botti di quercia americana first-fill. Boh… In ogni caso, Master of Malt vende una bottiglia a 264 euro. Capito? Le tasting notes che seguono sono state redatte durante il rito, sicché – come di consueto in questi casi – prendetele con le pinze, ché noi siamo gente rigorosa.
Caol Ila ‘Feis Ile 2013’ (2013, ‘triple maturation’, NAS, 56,5%)
N: piuttosto netta l’affumicatura, se pur nello stile gentile di Caol Ila; molto marino anche, ma il tutto è ben bilanciato da una buona ‘dolcezza’ vanigliata. Torta al limone; molto agrumato (limonata zuccherata). Borotalco. Qualche nota fruttata. P: intenso, marino con una torba prepotente e ancora nervosetta (gioventù). L’alcol si sente, ma non copre il lato agrumato e vaniglioso. Anice; pare anche pepatino, a tratti. Abbastanza secco, molto poco ‘burroso’. Note quasi di frutti rossi? F: lungo e coerente col palato; legnoso e piccante. Forse qui si sente di più il passaggio in sherry, con note di frutti rossi (suggestione?).
I Caol Ila dei festival hanno sempre goduto di buona fama e, per così dire, di buona letteratura; questo imbottigliamento è certamente godibile, con aromi e sapori di discreta intensità e varietà. La “costruzione” (= tripla maturazione) non travolge il distillato, che rivela forse la sua giovane età con un’affumicatura torbata più netta che nei ‘soliti’ Caol Ila. La nostra valutazione, fatta un po’ a spanne durante la degustazione, è di 86/100.
Sottofondo musicale consigliato: Eric Johnson – Cliffs of Dover.
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