Torniamo a mulinare la penna (e la tastiera…) con un Port Ellen così, di botto, senza senso. Per farci perdonare il lungo silenzio, abbiamo scelto un sample di peso, nella fattispecie un Port Ellen dei primi anni ’80 (ha chiuso nel 1983) imbottigliato nel 2011 a grado pieno per il marchio Elements of Islay, di proprietà di quel geniaccio di Sukhinder Singh, ex patrono di The Whisky Exchange e ora felice proprietario della distilleria Tormore, della neonata Portintruan e della Elixir distillers, sotto il cui ombrello appunto opera Elements of Islay. Questo refill sherry cask è l’ultimo dei cinque barili imbottigliati da EoI. Il colore è un bel bronzo.

N: ossido e metallo ci accolgono con quel bucolico sentore di rame tiepido a metà fra un circuito stampato surriscaldato e una still house. Potente, con un’idea di idrocarburi combusti, diesel e cimici: insomma, si apre terroso e metallico, tutt’altro che accogliente ma anche demoniacamente affascinante. Il connubio torba old style e sherry altrettanto old style regala una profondità altrettanto old style di fichi secchi e prugne, ma non è tutto. C’è poi la parte marina, di salamoia e pescherecci abbandonati, il che significa cordame e nafta, salsedine e pesce. Ed è qui che succede il miracolo: tutto si quieta, si armonizza, tutto si fa delicato ed elegante. Sì, anche l’ossido e il metallo, il fumo e il salmastro. E spunta del cioccolato. Beh.
P: pieno e oleoso come ce lo aspettavamo, ma più fruttato del previsto. E non solo con la frutta secca (noci, arachidi e di nuovo fichi e datteri): no, c’è anche tutta una teoria di frutta essiccata, dal mandarino al mango, passando dal passion fruit. Questo senso di frutta cerosa, avvolgente, è di rara eleganza, e rende ancor più vivido il contrasto con la sapidità di fondo. Lo sherry è aggraziato, con un legno evidente ma delicato e un che di braci, di incenso che brucia, di barbecue di mare. Il retrogusto, tra torba e sherry, è tutto della cera.
F: più torbato e cinerino (non come l’airone) del previsto, non lunghissimo però. Un accenno di frutta secca amarognola, mandorle e coriandolo.
C’è della grandezza, ma non per tutti. L’impatto è di quelli sfidanti, certe staffilate metalliche e sporchine sono manna per gli appassionati ma possono stordire un neofita. Il resto è un capolavoro di equilibrio, di gradazione perfetta, di sherry e torba di livello eccelso. Niente da dire, un 91/100 fatto e finito.
Sottofondo musicale consigliato: Am I a demon? – Ron Gallo
