In queste vacanze abbiamo fatto davvero schifo. Divani, trigliceridi, pigrizia, non ci siamo fatti mancare niente. Per farci perdonare il lungo fancazzismo, ci ributtiamo nelle recensioni e torniamo alle Diageo Special Releases 2025. Oggi tocca al Talisker, che stavolta invecchia 14 anni in botti first fill ex bourbon. La caratteristica è anche un “fast finish” in barili nuovi tostati con pietre laviche, che segue il filo inaugurato l’anno scorso, quando il finish avveniva in botti levigate internamente con pietra e acqua. Niente, a Talisker sta roba dei sassi sta prendendo un po’ la mano. Il colore è vino bianco.

N: eh, qui tutti parlano di pietre e mare, ma la prima cosa che emerge è una torba importante, molto più evidente della classica torba Talisker. Fumo di candela, vino bianco da terreni vulcanici (Etna bianco, con quei guizzi sulfurei!) ma anche proprio un falò in spiaggia, con tanto di grigliata: niente carne, costine e cose così, piuttosto del pesce (azzurro, per essere precisi) e della frutta grigliata, soprattutto platani. Litchees, uva bianca, frutta zuccherina fresca. C’è una simpatica nota di cereale che ricorda il pane infornato e di rimbalzo anche lo champagne. Chiudiamo con un tocco quasi da Islay, ovvero la garza e la corsia d’ospedale. Interessante.
P: potente e puntuale, ora più compiutamente salmastro, a partire fin dal primo sorso, tutto su sale marino e mineralità. La frutta bianca c’è ancora (mele verdi in crescita), ma al palato tutto si fa più cremosino, vanigliato. L’alcol è perfettamente integrato e un senso di vino bianco avvolge tutto. Miele anche, e mela cotogna. Ecco, questo slittamento nel lato zuccherino della luna non ci esalta particolarmente. C’è addirittura qualcosa di caramella Rossana, di caramelle fondenti al limone. Si può dire “pacchianello”?
F: fumé, zuccherino e salatino. Una crasi? Crema chantilly, Etna bianco e cera torbata e salata. Livello di visionarietà altissimo. Qualcosa di erbaceo in lontananza.
Allora, qui siamo un po’ in difficoltà, proviamo a spiegare perché. Da un lato non è particolarmente talischeresco, più torbato del solito e con una venatura dolce al palato che strizza un po’ troppo l’occhio al gusto facile. Dall’altro è un whisky equilibrato, molto piacevole, a suo modo anche sorprendente. Diciamo che ci sono piaciuti di più altri imbottigliamenti SR di Talisker, ma che comunque stiamo parlando di una bevuta divertente. Come, qualcuno ha detto Democrazia Cristiana? Sissignori, 86/100.
Sottofondo musicale consigliato: The Pack a.d. – Sirens
