Due cose ci ricordano puntualmente che la chimica è la regina delle scienze: la serie tv “Breaking bad” e la serie di whisky “Elements of Islay”. Non smetteremo mai di invocare un premio mondiale per il genio che si è inventato la veste grafica di questi imbottigliamenti di Sukhinder Singh, fondatore di The Whisky Exchange e attualmente a capo di quella Elixir Distillers proprietaria di Tormore e della distilleria Portintruan su Islay. Bottiglie da farmacia, etichette che giocano con le lettere delle distillerie come elementi chimici appunto: abbastanza per entrare nella storia. Ne abbiamo bevuti parecchi in questi anni, ma mai il più base di tutti, ovvero il semplice Peat Pure Islay, un blended malt di diverse distillerie, sempre dell’isola più torbata delle Ebridi. Il colore è chiarissimo, con venature quasi verdine.

N: giovane e molto marittimo, con quel mix di torba, sale e zucchero a velo. Sorbetto al limone, una certa dose di frutti di mare e una dolcezza di pasta di pane affumicata. Ecco, il fumo è freddo, un falò sulla spiaggia incatramata, ma senza la parte grassa e sporca. A occhio, diremmo un mix di Caol Ila e Bunna torbato. Un che di stireria, uva spina e carambola. Pulito, iodato, etereo e vegetale. E con la quota di dolcezza del barile ex bourbon, vaniglia e glassa soprattutto.
P: da manuale dei giovani torbati, versione da duri delle giovani marmotte. Limone, pepe bianco, torba a non finire. Ancora sui toni del vegetale e della mineralità, che in bocca aumenta come aumenta quel tocco sapido. Limone al barbecue con fiocchi di sale. Che ricetta di qualità! Si sente l’orzo torbato, la vaniglia del barile è in crescendo insieme a una nota di mele cotte, ma ripetiamo: la parte più entusiasmante è quella marina e salmastra. Retrogusto di gazzosa bruciata.
F: lunghetto, pulito. Erbe e fumo freddo, con a chiudere una sensazione nettissima e vegetale di mezcal.
Esemplare davvero, se l’idea era di rendere l’anima torbata di Islay, non c’è discussione: c’è tutta! Un giovine, torbato, marittimo e ben fatto. Non chiediamo a questo imbottigliamento le profondità abissali di certi single malt invecchiati, ma di intrattenerci con una bella sberla di torba e una gradazione alcolica sostenuta. Missione compiuta: 85/100.
Sottofondo musicale consigliato: Blondie – Die young, stay pretty
