Torniamo nella boutique di Boutique-y per assaggiare un 25 anni dello Speyside imbottigliato per la serie “TBWC at the movies” dedicata al cinema. In particolare, questo single malt proviene da “una distilleria dello Speyside da cui tutto ebbe inizio”, e in etichetta campeggia la lucina di HAL9000 di “2001 Odissea nello spazio”. Il robot è un indizio, dato che la distilleria dovrebbe essere anche automatizzata in modo da produrre con soli due computer e un dipendente al lavoro. Idee? Noi una ce l’abbiamo e finisce per -enlivet. Ma è solo un’ipotesi fatta unendo gli indizi, ovvio. Ha dato 403 bottiglie da mezzo litro e il colore è oro chiaro.

N: chiunque abbia avuto un’infanzia felice ricorda le gommose a forma di coccodrillo: ecco questo whisky profuma di coccodrillo giallo, che a occhio è al limone, ma potrebbe pure avere dentro dell’ananas. Ad ogni modo: ananas e limone, sottoforma di sciroppo. Ma anche prugne gialle, kiwi, mele fuji. Una frutta acidina e croccante, insomma, niente di troppo maturo. Questa aria fresca di pompelmo e vaniglia rimane ovunque, resa ancor più gentile da un che di fiori recisi. Polline, a mazzi, e corn flakes glassati. Liquirizie ripiene e un che di banana e lemongrass.
P: sorprendente, nel senso che subito si fa più solido e severo di quanto il naso un po’ vezzeggiativo poteva lasciar presagire. C’è un gran corpo che parte dal toffee, ritorna alla liquirizia e pian piano fa emergere le note del legno, dalla mandorla al pepe bianco. Scorze di pompelmo, albicocche secche, cantucci inzuppati nell’anisetta. Ecco, c’è un secondo palato più fresco, tra la menta e l’anice, che bilancia la parte più dolce e legnosa. Nota a parte: c’è un che di oleoso e quasi sulfureo che lega bene tutto, amalgama il palato e restituisce un sorso di grande soddisfazione.
F: bilanciato, con spezie e malto e di nuovo quell’accenno di agrumi e polline.
Colpisce la vibrante vivacità adolescenziale di un whisky che – carta d’identità alla mano – è ben più vecchio. Non coerentissimo tra naso e palato, che a dirla tutta più di un Glenlivet ricorda un Glenfarclas, cioè un whisky più panciuto e grassoccio. Ad ogni modo, se fossimo delle influencer diremmo “adorooooo”. Invece grazie a dio siamo degli spregevoli uomini di Neanderthal che ancora devono del tutto uscire dalle caverne e ci limitiamo a dire che ci fa godere assai: 89/100.
Sottofondo musicale consigliato: Richard Strauss – Also sprach Zarathustra
