“In the box”, come gridano i telecronisti della Premier League quando si tira il pallone in area sperando che un centravanti grande come una cisterna lo inzucchi in porta. E noi lanciamo la penna proprio “in the box”, Compass Box per essere precisi, sperando che uno dei voluttuosi blended di casa ci regali una gioia. ‘Celestial’ è la quarta, ultima e più torbata release della serie Extinct Blends Quartet di Compass Box. Si ispira a un blend degli anni ’60 e contiene whisky di Ardbeg, Caol Ila, Glen Elgin e Old Pulteney. Più ovviamente a vecchi grain (Cameronbridge e Port Dundas). Ne hanno fatte 5532 bottiglie, il colore è paglierino.

N: delicato e sognante, il fumo che si avverte è subito gentile, molto marittimo. Lime, sassi, magnesia bisurata aromatic che ti fa fare tanti bei ruttini dopo il cenone. La dolcezza è tutta su miele di tiglio, zucchero a velo, pandoro… Ecco, c’è una dimensione di burro e pasta frolla con limone candito molto piacevole, che tira in ballo anche pergamene e vecchia carta. Ecco, c’è quel senso di pagine ingiallite che si sente nelle rivendite di libri usati. Pompelmo in crescendo, timo e armadietto delle medicine.
P: urca mazurca, come cantavano i Matrioska, che torba inaspettata. Molto più pugnace e vigorosa del previsto. L’impatto è sorprendentemente hardcore, nel senso che si sente subito cenere, braci, miste ad albedo di limone ed erbe bruciate. Acciughe alla griglia anche! La parte agrumata è ispida, un acidulo senso di mela granny fa salivare. Ha qualcosa che ricorda un Dry Martini affumicato, è affilato e precisissimo. La dolcezza del grain è davvero complementare, arrotonda qualche spigoletto con un senso di toffee e vaniglia e tartelette alle mele, ma non intacca il profilo: erbaceo, marino e torbato. E con un bel guizzo oleoso/burroso.
F: molto lungo, più secco, con zenzero, menta essiccata e sale. E ovviamente un fumo freddo rigenerante, quasi balsamico. Ananas e mango canditi.
Parecchia differenza fra naso e palato, con un cambio di prospettiva che può sbalestrarti. All’olfatto sembra delicato e old style, mentre in bocca spadroneggia un distillato torbato e isolano senza compromessi. Bene per il finale, ma ci aspettavamo coccole e velluti, più che schiaffi minerali. Però quel guizzo sapido che si prolunga all’infinito ci esalta. Poi va beh, sono quasi 400 euro di bottiglia, ma questa è un’altra storia… 87/100.
Sottofondo musicale consigliato: Leslie Howard – I’m in heaven
