La serie Floraa & Fauna è un po’ come il retropassaggio al portiere: quando sei in difficoltà, sotto pressione, sai che ti puoi rifugiare lì. Noi ci torniamo ogni volta che fissiamo intensamente tutti i samples e non abbiamo troppa voglia di cose iper-complicate, ma solo di una bella recensioncina facile facile di un whisky tutto sommato entry level. Ultimamente ne abbiamo fatta qualcuna, ma non abbiamo ancora finito. Oggi tocca al Teaninich, distilleria delle Highlands settentrionali di cui abbiamo bevuto in precedenza soltanto un’espressione ufficiale, un Rare Malts 23 anni. Questo invece è molto più modestamente un 10 anni a grado ridotto e dal color vino bianco.

N: si apre con una nota non del esattamente di pane e formaggio lasciato nella bisaccia di un villico. Il cereale è senz’altro protagonista, ma almeno inizialmente si alza una nota grassa, quasi di sego, un po’ sporca. Col tempo, tutto si normalizza un po’: il grasso diventa olio (di lino), spunta qualcosa di pannoso. Cereali nel latte intero. La frutta c’è, solo che è di natali incerti: ananas molto maturo, clementino dolce che col tempo si prendono la scena. Ciocorì bianco, anche. Dai, si è rimesso in carreggiata.
P: piuttosto oleoso e avvolgente nonostante il sorso un filo acquoso, tutto giocato inizialmente sulle note di biscotti al burro e limone. Il malto è dolce, ma da quasi subito dopo le note di miele e vaniglia subentra una secchezza inaspettata, con zenzero in polvere e tante erbe essiccate per tisana. La frutta è più standard, essenzialmente pera e pompelmo giallo. Nel retrogusto fa capolino un’ombra di fumo di fieno e cenere, curioso.
F: secco e piccante, un po’ banale e anche un po’ alcolico. Ancora zenzero e legno. Rimane oleoso.
Avete presente quelle persone che vi presentano a una cena a buffet, che dopo 12 secondi netti già vi siete dimenticati tutti i nomi? Ecco, questo whisky è un po’ così, serve una frequentazione molto lunga per superare quella sua attitudine all’anonimato. Il naso era iniziato in maniera catastrofica, poi a dire il vero si riprende e mette in mostra anche qualche qualità inaspettata, come il secondo naso e la texture, di rispetto nonostante la bassa gradazione lo renda un po’ acquoso. Il finale non pare elegantissimo e anzi butta fuori alcol senza troppo criterio. Non andiamo oltre gli 80/100.
Sottofondo musicale consigliato: Yann Tiersen – La noyee
