Quarantasette, whisky che parla. Solo 47 bottiglie di questo Springbank unico sono state prodotte dai fratelli Phil e Simon Thompson nel 1996, con uno “special vatting”: il distillato del 1950 dal magazzino dell’imbottigliatore Eaglesome of Campbeltown è stato versato in un firkin (un quarto di barrel) insieme a bottiglie di Springbank con vintage dal ’58 al ’78. Se non è un petardo questo… Il colore è un rame scuro.

N: il primo naso sembra il cartello stradale con su scritto: Campbeltown. Ci sono tutti, ma proprio tutti i sentori che abbiamo imparato ad apprezzare nei single malt di quella zolla di terra benedetta dal dio del whisky e maledetta dal dio del clima. Ci sono olive nere arrosto messe sott’olio, alghe secche, acqua ferma nel porto, con quell’iridescente velo di nafta che danza sulla superficie. Insomma, c’è l’anima salmastra e oleosa di Springbank. A cui si aggiungono altri ingredienti. In primis un’anima agrumata, con scorza di pompelmo rosa e arancia, e anche prugne rosse, quelle acidine. E poi c’è lo sherry di una volta, quello che sa di cantina e cuoio vecchio. L’Oloroso porta un senso cioccolato e sale, e di marmellata rappresa di fragole e ciliegie. Se non è un capolavoro, poco ci manca.
P: siamo indecisi se prendere una laurea in geologia o in chimica, prima di parlare del palato. Perché siamo travolti da una mineralità assoluta, fatta di ardesia bagnata, scogli e polvere da sparo. Non diremo torba, ma lo penseremo intensamente, per un senso terroso e splendidamente sporco che si assapora ovunque. Lo sherry è succoso, fruttato: meno vino di sherry e più polpa di arancia sanguinella e ciliegie. Scorze di arancia e frutta secca sotto spirito. Il lato marino c’è ancora, anche se arriva dopo, con le solite olive, molto sapide. Un retrogusto di legno umido, intriso di acqua di salmastra.
F: fragola salata, un tocco di torba e legno. Olio, sale e minerale.
Il fascino senza tempo delle cose difficili, apparentemente inspiegabili. D’altronde questo è un mistero sul serio. Un mistero come dopo così tanto tempo la forza bruta dell’atmosfera di Campbeltown sia ancora così viva e sferzante. Il mare, con le sue asprezze, e il legno, con i suoi angoli bui, si respirano, si gustano ovunque. E lo sherry se possibile amplifica proprio queste note più oscure dell’anima di Springbank, ne fa emergere le perversioni e i lati più contorti, donandogli però una frutta eccezionalmente intensa e godibile. Un whisky sensazionale, terroso, marittimo, scuro, scintillante, eternamente fascinoso: 93/100.
Sottofondo musicale consigliato: Peter Gundry – Goëtia, dall’album “Dark magic music”. La goezia è l’arte esoterica di invocare i demoni. Tipo quello del whisky?
