Imbottigliato da Wemyss per 8 Whisky Bar asiatici da spavento – a noi l’ha portato il nostro Davide Ansalone, uno dei magnifici 4 che reggono questo triste spazio di paraletteratura alcolica, che essendo un infame bastardo è stato tempo fa a Singapore e al The Writing Club ha pensato bene di berselo. Fortunatamente, essendo anche un dolcino cuoricino, ce ne ha portato un sample, e noi l’abbiamo subito perdonato.

N: il naso è molto elegante e spigoloso al contempo: sembra nascosto sotto a una coltre costiera e vaporosa, veramente spiccata. Il primo impatto è come di una salina, dietro cui si agitano note di caramello (salato, naturalmente), di torta al forno un po’ annerita, diremmo torta di mele; perfino un ricordo di crema pasticciera, con fette di ananas fresco e aromatico. C’è poi, ça va sans dire, una torba intensa e aggressiva.
P: inizia ancora cremoso, con un po’ di vaniglia e crema pasticciera, poi con note torbose intense, di fumo abbastanza evidente, di legno e ancora di acqua di mare, bella sapida. Ma appena ti sei reso conto di tutto ciò, e ti sembra di essere a tuo agio, di avere compreso appieno questo whisky, mentre stai per mandarlo giù… esplode un’apocalisse tropicale, una vendetta zombie di maracuja (in quantità inquietante) e di ananas, di papaya: quattro o cinque fiammate, una dietro l’altra, che ti fanno implorare il Signore di diventare un miliardario taiwanese.
F: l’apocalisse tropicale e zuccherina perdura all’infinto, violentissima, clamorosa – una crema tropicale ricoperta di torba e fuliggine, con una spruzzata di sale marino ad avvolgere tutto. Aghi di pino bruciati.
91/100. È un peccato che sia relativamente incoerente e disarmonico, con un naso da 88 punti, interessante ma trattenuto, strano e poco Bowmoresco, e un palato da 93, con uno tsunami di frutta tropicale devastante. La media delle nostre impressioni eccola lì, noi continuiamo a rosicare per non essere dei tycoon indonesiani in grado di volare da un whisky bar asiatico all’altro per tracannare ogni bottiglia in commercio.
Sottofondo musicale consigliato: Bruno Belissimo – Saint Tropez.
