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Ben nevis 24 yo (1997/2021, Thompson Bros, 43,2%)

Reduce da un viaggio – incredibilmente impegnativo, come potete immaginare – in Scozia per lavoro, il nostro Jacopo ha portato con sé diversi samples, raccattati qui e là, selvaggiamente, perché forse questa è la caratteristica che più definisce il vero membro di Whiskyfacile (tanto più un suo fondatore): la fame cieca, devastata, disperata di samples. Armato di boccette come un maniaco sessuale è armato di… boh?, peli pubici altrui?, Jacopo ha avuto la fortuna di visitare Dornoch – lì è stato ospite del Dornoch Hotel, sede di uno dei più importanti whisky bar al mondo, e ha visitato la Dornoch Distillery, microdistilleria di proprietà dei fratelli Thompson. I due, oltre a distillare in modo iper artigianale (ma ne parleremo, ne siamo certi) imbottigliano anche diversi single casks con la loro etichetta indipendente, affermatasi come una delle più autorevoli in pochissimo tempo. Tra i samples portati a casa, c’era anche un Ben Nevis del 1997, imbottigliato pochi mesi fa: eccoci dunque a tracann… ehm, a recensirlo.

N: subito spicca quella nota ‘di Ben Nevis’, quella frutta tropicale matura, cremosa, densa, fatta di papaya e mango, di pesche e ananas. È una nota che amiamo alla follia. Ma c’è anche una dimensione oleosa, di paraffina, di olio di lino, di olio di noci forse, unita a un che di balsamico (diremmo menta, anzi diciamo proprio tè alla menta zuccherato, come viene servito in Marocco). Pian piano si apre sul marzapane, sulla torta sbrisolona, su agrumi canditi e su una tropicalità sempre più avvolgente. Forse stiamo sognando, ma dopo un po’ sentiamo anche un velo di fuliggine, distante.

P: molto coerente, attacca piacevole e corposo nonostante la gradazione bassa. Ancora abbiamo quel tridente con come ala sinistra una oleosità di frutta secca, come ala destra punte erbacee e mentolate e in mezzo, falso nueve pericolosissimo, una frutta tropicale suadente ed incisiva. Poi ci sono agrumi (diremmo pompelmo), ancora noci, olio d’oliva pugliese, biscotti digestive.

F: non lungo, certo, molto agrumato e cerealoso, con una punta amara (ancora tra l’erbaceo e le noci) leggermente più spiccata che nelle altre fasi. Perfino una punta di sale forse? Sì. Mentolato sempre più.

L’anima fruttata di Ben Nevis è spettacolare, perché quando il suo distillato raggiunge questa età sviluppa una intensità incredibile – e che però non stupirebbe così tanto se non fosse abbinata alle note ‘sporchine’ tipiche della distilleria delle Highlands orientali, che qui restano ferme sull’oleosità erbacea e su un velo di fuliggine salata. Davvero una goduria, vorremmo berne a tazze. Il sample, purtroppo, però è finito. 90/100.

Sottofondo musicale consigliato: Nusrat Fateh Ali Khan – Hamd.

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